Archivio mensile:gennaio 2011

Circa 60 scuole a Milano contro la sperimentazione sul merito

Il Coordinamento Lavoratori scuola ci invia un comunicato stampa sulla sperimentazione sul merito.

Nei prossimi giorni/settimane a Milano e provincia nei Collegi Docenti saremo chiamati a votare sull’adesione delle nostre scuole al progetto di sperimentazione sul merito che la Gelmini cerca di rifilarci dopo i flop rimediati a Napoli, Torino e Pisa.

Perchè dobbiamo votare NO e respingere questo ennesimo attacco alla libertà di insegnamento e alla nostra dignità di insegnanti, come hanno fatto i nostri colleghi delle altre città. A Napoli, Torino e Pisa quasi il 100% dei Collegi si è espressa contro l’adesione che NON E’ OBBLIGATORIA.

Ricordo che questo progetto di sperimentazione, con il pretesto di premiare il merito, vuole introdurre non solo delle differenze retributive fra chi svolge le stesse mansioni ma creare delle fasce di “merito” che prevedano obbligatoriamente accanto a una fascia di meritevoli una fascia di “non meritevoli” a prescindere dalle effettive capacità dei singoli che sarebbero quindi più ricattabili e, per quelli di ruolo, perfino licenziabili. Questo progetto in realtà non vuole stabilire i migliori ma stabilire per decreto i “peggiori” forse per giustificare futuri ulteriori tagli e isolare i “rompiscatole” e i sindacalisti non allineati.

E noi precari che cambiamo ogni anno scuola e siamo già in partenza considerati gli “ultimi arrivati” in quale fascia pensate languiremo, in quella alta o in quella bassa? Ecco quindi servitovi un altro strumento di sfruttamento e di sfoltimento del personale.

I criteri su cui sarebbe fatta la valutazione non sono affatto specificati nel decreto. Chi è l’insegnante più bravo: chi promuove di più? Chi boccia di più? Chi fa più progetti che fanno incamerare soldi alla scuola? E chi decide: il dirigente scolastico? Gli altri colleghi? Studenti e genitori? Dei fantomatici esperti esterni? Non è dato sapere. Quello di cui siamo sicuri è che questo favorirà ulteriore CLIENTELISMO, il mercimonio dei progetti inutili o peggio ancora spingerà sempre più i docenti a stabilire con studenti e genitori non più una libera relazione educativa ma basata sull’interesse degli stessi docenti a non essere mal valutati per non finire nella fascia del disonore.

Inoltre il premio è una bufala perchè in base al decreto sarà destinato, tra le scuole che aderiranno (speriamo nessuna), solo al 25% degli istituti che otterranno il punteggio più alto (presumibilmente i licei o le scuole di élite che possono contare su un’utenza meno problematica o su un dirigente scolastico molto influente e ben ammanicato) e i soldi saranno presi da un fondo ricavato dai risparmi degli 8 miliardi di euro ottenuti dai tagli e dal congelamento degli scatti di anzianità, quindi soldi che sono già nostri e che sono stati sottratti alla formazione pubblica.

Se passa questo criterio di agganciare lo stipendio al merito il risultato nel lungo periodo sarà un abbassamento generale degli stipendi per la maggioranza dei lavoratori con pochi che si accaparreranno gli incentivi e tutti gli altri ancor di più a combattere con stipendi da fame. Questo spingerà gli insegnanti in competizione gli uni contro gli altri lì dove invece la collegialità, la collaborazione e la condivisione dei saperi sono valori fondamentali per una didattica di qualità e che dovrebbero quelli sì ancor più essere incentivati.

Se si differenziano le retribuzioni il risultato sarà di cancellare ogni possibilità di portare avanti delle lotte e rivendicazioni collettive e ci ritroveremmo ancor più solati e ricattabili di quanto già lo siamo. Il Piano Marchionne alla Fiat insegna.

E’ nostra responsabilità educativa, oltre che di lavoratori, respingere questa sperimentazione. Quindi parliamo con i colleghi e convinciamoli a votare in Collegio docenti contro l’adesione della nostra scuola al progetto sul merito che ripeto non è affatto obbligatoria e la decisione della maggioranza del Collegio è sovrana e inappellabile anche se il Dirigente scolastico o il Consiglio d’Istituto fossero favorevoli.
Molte scuole a Milano hanno già votato NO

Coordinamento Lavoratori Scuola Milano
http:// coordinamentoscuola3ottobre. blogspot.com
 coordinamento3ottobre@gmail.com

ELENCO SCUOLE MILANO:
CD Bergognone – Foppette di Milano
IP Bernocchi di Legnano
I Circolo di Abbiategrasso
IC Thouar Gonzaga di Milano
IC Montessori di S. Giuliano Milanese
I Circolo di Buccinasco
LS Vico di Corsico
IC Copernico di Corsico
CD Battisti di Milano
IC Pezzani di Milano
IC Madre Teresa di Calcutta di Milano
IIS Besta di Milano
IIS Schiaparelli – Gramsci di Milano
IIS Allende – Custodi di Milano
ITIS Feltrinelli di Milano
SM Luini – Falcone di Rozzano
I Circolo di Senago
IIS Pareto di Milano
LS Majorana di Rho
ITIS Curie di Milano
SM Buzzati di Milano
ITT Varalli di Milano
LS Cavalleri di Parabiago
ITIS Righi di Corsico
ITIS Conti di Milano
IC Fermi di S. Giuliano Milanese
II Circolo di Senago
ITC Verri di Milano
LS Bottoni di Milano
IC Tommaso Grossi di Milano
LC Manzoni di Milano
SM Carducci – Correnti di Abbiategrasso
IIS Marelli – Dudovich di Milano
IIS Moreschi di Milano
SM via Tiziano di Buccinasco
IC Don Orione di Milano
IIS Ferraris – Pacinotti di Milano
IC De Andrè di Rho
IC Barozzi di Milano
IC Morosini – Manara di Milano
IC Garibaldi di Cinisello B.
LA Boccioni di Milano
IIS Gadda di Paderno
II Circolo di Cernusco S/N
IC Paolo e Larissa Pini di Milano
IC Cuoco Sassi di Milano
IC Pinin Carpi di Milano
SM Carlo Porta di Milano
IC Lorenzini Feltre di Milano
ITIS Torricelli di Milano
III Circolo di Pioltello
IC via Russo di Milano
IC Rodari di Vermezzo
IC Perlasca di Bareggio
IIS Severi – Correnti di Milano
I Circolo di Pioltello
IC Manzoni di Legnano

Economic@mente: educazione finanziaria a scuola

ANASF e la Provincia di Roma firmano protocollo d’intesa
per l’ educazione finanziaria nelle scuole superiori.

RMercoledì 2 febbraio a Roma, con la firma del protocollo d’intesa tra la Provincia di Roma e l’ Associazione nazionale dei Promotori Finanziari ANASF, verrà presentato il progetto di educazione finanziaria nelle scuole superiori “Economic@menteTM – metti in conto il tuo futuro”.
“Economic@menteTM” è la più recente di una serie di iniziative di Anasf per l’innalzamento della cultura finanziaria dei risparmiatori e si rivolge anche agli studenti del 3°, 4° e 5° anno delle scuole superiori di Roma e Provincia.

All’evento interverranno per Anasf il Presidente Elio Conti Nibali e il Vicepresidente e Responsabile Area Rapporti con i risparmiatori Maurizio Bufi; per la Provincia di Roma l’Assessore alle Politiche della Scuola Paola Rita Stella e l’Assessore alle politiche finanziarie e di bilancio Antonio Rosati.

Economic@mente: educazione finanziaria a scuola.
Il contributo di Anasf alla crescita della cultura finanziaria tra i giovani.
2 febbraio 2011 – ore 11.30
Roma, Palazzo Valentini – Sala della Pace (Via IV Novembre, 119/a)

Vademecum Iscrizioni Scolastiche: tutto quel che c’è da sapere

Ansia a pieno regime per centinaia di migliaia di famiglie alle prese con le iscrizioni scolastiche. Ai genitori non sfugge affatto che una croce in più o in meno può mettere in forse tre e anche cinque anni di serenità familiare. Tra le eventualità più temute svettano nell’ordine: un insegnante troppo severo, un tempo scuola che non collima con le esigenze lavorative della famiglia e un edificio scolastico difficilmente raggiungibile. Ecco allora una guida dettagliata che viene dall’esperienza dei genitori dell’ A.Ge. Toscana e dal servizio di consulenza gratuita che l’Associazione svolge ormai da numerosi anni.

“Per una buona scelta può aiutare molto il passaparola fra genitori –dichiara la presidente regionale Rita Manzani Di Goro– ma è anche necessario ascoltare bene le indicazioni fornite dalla scuola e riflettere attentamente sulla scelta che si va a fare”.
La prima decisione riguarda il modello orario: tempo corto o tempo lungo? Bisognerebbe pensare in primo luogo al bambino, ma di fatto occorre confrontarsi con l’effettiva presenza di adulti che possano prendersi cura di lui all’uscita dalla scuola. E non va dimenticato che nella primaria il tempo pieno (40 ore) è rimasto una scuola di tutto rispetto, in confronto agli altri orari (24-27-30 ore) che anche a causa dei tagli agli organici vedono una girandola di insegnanti alternarsi nelle classi.

Per l’infanzia è da privilegiare l’iscrizione a 40 ore, soprattutto se la scuola è dotata di spazi per far riposare i più piccini dopo pranzo. Si sconsiglia invece il tempo prolungato fino a 50 ore, perché in quel caso vanno a sparire completamente le ore di compresenza degli insegnanti e non c’è più tempo per star dietro ai più piccoli oppure per fare interventi differenziati nelle sezioni che accolgono bambini di età e grado di maturazione diversi.
L’anticipo delle iscrizioni, previsto per i bambini che compiono 3 o 6 anni entro il 30 aprile 2012, è in genere da sconsigliare, perché non è detto che un bimbo vispo e intelligente sia emotivamente maturo per questo passaggio anticipato. A quella età un anno di differenza rispetto ai compagni di classe vuol dire molto e a ben guardare si rischia di rubare un anno di infanzia ai nostri figli con la prospettiva di farli diventare dei disoccupati un anno prima.

“I genitori hanno diritto di scegliere fra tutte le possibili opzioni –prosegue Di Goro- senza limitazioni da parte della scuola, che non può decidere a priori di puntare solo su alcune, scoraggiando la scelta di altre. Il nostro consiglio comunque è quello di dare una sola preferenza, perché altrimenti la scuola può legittimamente assegnarci un tempo scuola che risulta essere la nostra seconda, terza o anche quarta scelta”.
Prima dell’inizio delle iscrizioni il consiglio di circolo/istituto deve deliberare i criteri di accoglimento delle domande di iscrizioni alle quali il Dirigente scolastico si deve attenere per non superare il numero massimo di alunni che possono essere accolti in base agli spazi nelle aule e alle strutture disponibili (palestre, laboratori ecc.), stabilendo i criteri di precedenza per l’accoglimento delle domande e l’articolazione del tempo scuola su 5 o 6 giorni. Patti chiari e amicizia lunga, insomma, perché non si può scegliere al buio.

Anche questo comunque non basta, perché per sapere come sarà articolata la classe di nostro figlio occorre conoscere cosa ha scelto la maggioranza dei genitori e se la dotazione di organico sarà adeguata alle richieste: la scuola anzi ha il dovere di avvertire le famiglie che le domande saranno accolte solo a determinate condizioni. È giusto sapere che il Ministero garantisce una dotazione di insegnanti di scuola primaria di 27 ore per classe e di 40 ore per il solo tempo pieno già esistente, per cui ci potranno essere difficoltà a costituire una classe a 30 ore o una nuova prima a tempo pieno. Le classi che già funzionano a 30 o 33 ore hanno invece diritto a completare il ciclo con il tempo scuola assegnato in precedenza.

I genitori hanno anche diritto di sapere che per costituire una classe a 24 ore occorrono 15 domande concordi. Visto che una classe può arrivare al massimo a 27 alunni ciò significa che le altre famiglie si dovranno eventualmente adattare. Lo stesso vale per la scuola dell’infanzia, con l’avvertenza che per costituire una classe occorrono 18 domande e che il numero massimo di alunni può arrivare a 29.
Specialmente nei piccoli centri sarebbe opportuno che i genitori concordassero quale scelta effettuare, in modo da garantire meglio tutti e non affidarsi alla lotteria degli accomodamenti finali. Nei centri più grandi attenzione alla ripartizione fra singoli plessi, perché alla fine il dirigente avrà la necessità di far quadrare domande, aule e organici e capita spesso che qualcuno rimanga sacrificato nelle sue aspettative.

La richiesta è spesso superiore alla disponibilità di posti e allora molte scuole per graduare le domande in eccesso fanno riferimento alla residenza del bambino. Questo può costituire un elemento di precedenza oppure un punteggio aggiuntivo; si può anche fare riferimento allo stradario comunale come pure al luogo di lavoro dei genitori, alla presenza dei nonni e al domicilio.
Attenzione dunque ai criteri stabiliti dal consiglio di circolo/istituto per le liste di attesa, ai punteggi e alle priorità, con l’avvertenza che la delibera deve essere adottata prima dell’inizio delle iscrizioni e che tutti i requisiti debbono essere posseduti e documentati entro la data di chiusura, e cioè il 12 febbraio 2011. Questa scadenza è tassativa: le domande presentate successivamente non possono essere accolte per la scuola dell’infanzia e vengono poste in coda a tutte le altre negli altri ordini di scuola.

L’iscrizione alla scuola media e superiore è effettuata presso la scuola attualmente frequentata, che provvederà all’inoltro delle domande. La domanda va presentata per una sola scuola, ma attenzione perché, come recita la circolare 101/2010, “Non sempre la domanda di iscrizione può trovare accoglimento. La indisponibilità di posti, di servizi e di strutture può infatti ostacolare la soddisfazione delle richieste”, per cui il dirigente scolastico può contattare gli esclusi e concordare con loro il trasferimento ad altra scuola.
Solo per la scuola superiore si possono indicare in subordine uno o due istituti di proprio gradimento e in mancanza di posti il preside ricevente provvederà al successivo inoltro delle domande in eccedenza.
Per le classi intermedie e all’interno dello stesso istituto comprensivo è prevista l’iscrizione d’ufficio, con obbligo di versare la quota assicurativa e, negli ultimi due anni di scuola superiore, il contributo richiesto.

Dall’infanzia fino alla terza superiore il contributo è volontario e consigliato, a patto che la scuola lo utilizzi per aumentare la qualità dell’offerta formativa e rendiconti ai genitori le modalità di utilizzo. Da non dimenticare che tasse e contributi scolastici sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi dei genitori.
I moduli per le iscrizioni devono essere disponibili sui siti internet delle scuole che ne sono dotate.

Un capitolo apposito per gli alunni portatori di handicap. Il DPR 81/2009 stabilisce che le classi che li accolgono “sono costituite di norma con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate”. È necessario dunque che tutta la documentazione sia in regola entro i tempi previsti e che il dirigente faccia un’accurata relazione circa la necessità di mantenere il numero degli alunni entro un certo limite. Questo può influire molto sul numero e la tipologia delle classi che si vanno a formare.

Dalla circolare sulle iscrizioni per l’a.s. 2011/12 ancora un paio di indicazioni utili per i genitori: il nulla osta al trasferimento in corso d’anno è un diritto e non può essere in alcun modo negato o ritardato da parte della scuola di appartenenza.
Quanto all’insegnamento della religione cattolica, la domanda va presentata solo all’inizio di ogni ciclo di istruzione e la scelta può essere modificata anno per anno entro il termine delle iscrizioni. La scelta delle attività alternative invece può essere effettuata entro l’inizio del nuovo anno scolastico.

“Anche per le scuole medie valgono i criteri già indicati –aggiunge Jachen Gaudenz, presidente dell’A.Ge. Arcipelago Toscano – L’importante è operare una sola scelta e non barrare anche le alternative, altrimenti vi è una discrezionalità nella scuola ad operare delle scelte contro cui non è possibile opporsi. Importante è che le attività pomeridiane siano di effettivo recupero o approfondimento con specifici progetti e non una prosecuzione delle lezioni curricolari mattutine”.

“Diversa è la situazione per le scuole superiori. Il più delle volte c’è mancanza di comunicazione tra i genitori degli alunni che già frequentano il corso superiore e quelli che hanno i figli in terza media, per cui si lascia solo alla scuola la promozione dell’istituto, che non sempre è rappresentato fedelmente. A volte vengono mostrati aspetti della scuola, come ad esempio laboratori o attività complementari, corsi di recupero e valorizzazione delle eccellenze di cui i ragazzi non potranno poi usufruire”.

“Le iscrizioni avvengono spesso sulla base della simpatia ispirata dall’Istituto durante l’orientamento, dai compagni, da esigenze familiari anziché privilegiando le attitudini e le indicazioni dei docenti –conclude Gaudenz- Purtroppo effettuare le iscrizioni a febbraio, se da una parte è utile per programmare le cattedre e le strutture per l’anno successivo, dall’altra è troppo precoce per far manifestare all’alunno un interesse che lo condizionerà per il successivo quinquennio. È quindi necessario che i genitori si confrontino e chiedano fin d’ora una copia del Pof relativo all’anno di iscrizione del proprio figlio per verificare la proposta della scuola, e che durante l’anno pretendano il rispetto di quanto indicato. Il Piano dell’offerta formativa è un vero e proprio contratto fra scuola e famiglie e come tale va rispettato”.

Per approfondimenti: www.agetoscana.it , agetoscana@age.it

Cisl Scuola Sassari: un corso di preparazione per il Concorso Dirigenti Scolastici

La CISL Scuola di Sassari in collaborazione con l’Irsef – Irfed organizza un corso di preparazione per il concorso Dirigenti Scolastici la cui selezione sarà accessibile a tutti i docenti laureati con 5 anni di ruolo compreso l’anno in corso.
Il corso avrà la durata di 40 ore, si svolgerà nei mesi di marzo, aprile e maggio con un incontro settimanale. Il contenuto delle lezioni sarà finalizzato a fornire una preparazione generale, funzionale al superamento dei test selettivi che rappresenteranno la prima prova di sbarramento per procedere nel percorso concorsuale.
Il corso sarà tenuto da Prof. Luigi Gallucci, eminente figura della dirigenza scolastica nella provincia di Sassari e in Sardegna, nonché formatore MIUR.
Per maggiori informazioni scrivere a cislscuolasassari@tiscali.it  e chiedere di essere contattati per partecipare all’incontro preliminare di presentazione del corso che avverrà nelle prossime settimane.
Altre informazioni sul sito www.cislscuolasassari.it

Prove invalsi 2011: un no arriva da Cobas Scuola

Pubblichiamo un comunicato stampa di Cobas Scuola Piemonte sulle Prove Invalsi 2011.

LE SCUOLE RIFIUTANO LE SPERIMENTAZIONI SUL MERITO
ORA RIFIUTIAMO LE PROVE INVALSI(CHE NON SONO OBBLIGATORIE)

È ormai chiaro a tutti, anche a coloro che in questi anni si erano affannati a sostenere la “cultura della valutazione”, quale sia la finalità vera dei test INVALSI: agganciare a questi risultati la carriera dei docenti. A SECONDA DI COME I TUOI STUDENTI SVOLGONO I QUIZ, SARÀ STABILITO IL TUO STIPENDIO. È questo infatti il succo delle sperimentazioni sul merito che la Gelmini sta cercando di far partire in 4 città italiane. MA SIA A PISA CHE A TORINO CHE A NAPOLI il Ministero non è riuscito a trovare le 15 scuole che dovevano sottoporsi alla sperimentazione sul merito: i Collegi docenti, in massa e a larghissima maggioranza, hanno detto NO.

Il Ministero allora ha aggiunto altre due città (Milano e Cagliari) ed ha allargato alle intere province di Torino e Napoli la ricerca delle scuole volontarie. I docenti italiani hanno dato, per noi tutti, una grandissima prova di resistenza e di difesa della libertà di insegnamento. Ora
sta a noi opporci nelle nostre scuole alle prove INVALSI che, è bene ricordarlo, non sono affatto obbligatorie.
Gli scorsi anni i Dirigenti scolastici hanno impedito ai Collegi docenti di esprimersi sulla questione delle prove Invalsi affermando che esse sono obbligatorie e che il Collegio non ha
competenza in materia. Tali affermazioni non sono esatte: i dirigenti non ricevono ordini
dall’INVALSI né dal direttore dell’Ufficio Regionale, tanto meno dagli ispettori. I dirigenti devono
presiedere i Collegi Docenti garantendo il rispetto delle scelte didattiche; inoltre devono
ascoltare i genitori e informarli, seriamente. Se non lo fanno, si pongono come esecutori
illegittimi della volontà gerarchica di quelli che considerano loro superiori e calpestano le
prerogative degli organi collegiali. Occorre farglielo notare, perché il conflitto non è tra
insegnanti e dirigenti, ma tra didattica libera degli insegnanti e didattica autoritaria e normativa
del ministero.
1) Quali sono le classi e le materie interessate? Per matematica e italiano, seconde e
quinte della suola primaria, prime della scuola secondaria di primo grado (la classe terza è già
testata con l’esame di stato), seconde della scuola secondaria di secondo grado. Le prove si
svolgeranno nel mese di maggio
2) È vero che le prove INVALSI rientrano negli obblighi di servizio? E’ assolutamente
infondato: il contratto nazionale non prevede nulla di tutto ciò (Cfr CCNL 2006-2009 art. 28 e
art. 29).
3) Le prove Invalsi sono obbligatorie? No, l’unica prova obbligatoria è quella dell’esame di
terza media, prevista dalla legge 176/07 all’interno dell’esame di stato. Per tutte le altre classi
COBAS SCUOLA TORINO
Sede Regionale: Via San Bernardino 4 -10141 Torino
Sede Bussoleno: via Fontan 16 (per appuntamento)
Tel/Fax 011 334345 347 7150917
e-mail: cobas.torino@yahoo.it
sito web: www.cobascuolatorino.it
Consulenza: Martedì, Giovedì, Venerdì ore 16,30/19,30
non esiste alcuna norma che preveda l’obbligatorietà della somministrazione delle prove
INVALSI.
4) È vero che c’è una circolare che parla di obbligatorietà? Sì, è vero; per essere precisi: lo
scorso anno il MIUR ha emanato una circolare (n° 86, del 22 ottobre 2009), quest’anno
addirittura vuole cavarsela con una Nota [Nota 30 dicembre 2010, Prot. N. 3813] che recita: “La
valutazione riguarderà obbligatoriamente tutti gli studenti delle predette classi delle istituzioni
scolastiche, statali e paritarie.” Ma le circolari e le Note ministeriali non sono fonti del
diritto: interpretano la legge e possono prevedere modalità applicative, ma non sono vincolanti,
né tantomeno possono far sorgere diritti o obblighi Su questo punto c’è un’ampia casistica
giurisprudenziale ma sono, in particolare, decisive due recenti sentenze della Corte di
cassazione:la sentenza n. 35 del 5 gennaio 2010 prevede che “la violazione di circolari
ministeriali non può costituire motivo di ricorso per cassazione sotto il profilo della violazione di
legge, non contenendo le circolari norme di diritto, ma essendo piuttosto qualificabili come atti
unilaterali, in riferimento ai quali può essere denunciata per cassazione soltanto la violazione
dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, nella misura in cui essi sono applicabili anche agli
atti unilaterali, ovvero i vizi di motivazione. Peraltro, le circolari dell’amministrazione finanziaria,
che non hanno poteri discrezionali nella determinazione delle imposte dovute, non vincolano né
i contribuenti nè i giudici e non costituiscono fonti di diritto e, quindi, anche sotto tale profilo, ai
predetti atti ministeriali non si estende il controllo di legittimità della Corte di cassazione”. Altra
sentenza storica ed importante sul punto è quella della Cassazione Sezione Unite n. 23031 del
2 novembre 2007 con la quale, in modo si ritiene definitivo, è stato espresso il corretto valore di
una circolare emanata dalla pubblica amministrazione: natura di atti meramente interni della
pubblica amministrazione che esprime esclusivamente un parere dell’amministrazione e non
vincola addirittura la stessa autorità che l’ha emanata. La Sentenza ribadisce, richiamando le
precedenti pronunce sull’argomento, che ogni circolare per la sua natura e per il suo contenuto
(di mera interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle riconosciuta alcuna
efficacia normativa esterna, non può essere annoverata fra gli atti generali di imposizione in
quanto esse non possono nè contenere disposizioni derogative di norme di legge, ne’ essere
considerate alla stregua di norme regolamentari vere e proprie. La sentenza si spinge oltre: la
circolare nemmeno vincola, a ben vedere, gli uffici gerarchicamente sottordinati, ai quali non è
vietato di disattenderla , senza che per questo il provvedimento concreto adottato dall’ufficio
(atto impositivo, diniego di rimborso, ecc.) possa essere ritenuto illegittimo “per violazione della
circolare”: infatti, se la (interpretazione contenuta nella) circolare è errata, l’atto emanato sarà
legittimo perchè conforme alla legge, se, invece, la (interpretazione contenuta nella) circolare è
corretta, l’atto emanato sarà illegittimo per violazione di legge. Il ragionamento è oltremodo
condivisibile allorquando i giudici indicano che ammettere nelle circolari opinioni interpretative
dell’amministrazione con vincoli equivale a riconoscere all’amministrazione stessa un potere
normativo in conflitto con la carta costituzionale che assegna tale potere al Parlamento.
Cassazione, Sezione Unite n. 23031 del 2 novembre 2007.
Naturalmente se una circolare non vincola gli uffici gerarchicamente sottordinati, tantomeno
può vincolare un’ Istituzione scolastica dotata di autonomia e men che mai può farlo una
semplice nota”!
5) È legittimo che il Dirigente aderisca in nome della scuola alle prove INVALSI? No; la
dirigenza scolastica non ha alcuna facoltà di aderire alle prove Invalsi poiché tale decisione è
nella esclusiva competenza del Collegio dei Docenti. Il Dirigente Scolastico deve, invece,
esercitare i propri poteri (tra i quali non rientra l’adesione ad attività di valutazione senza il voto
favorevole del Collegio) nel rispetto delle competenze degli Organi Collegiali (comma 2, art 25
del D.L.vo n° 165/2001). Gli atti unilaterali dei Dirigenti, sulla materia in oggetto, non possono
avere alcun carattere imperativo per il personale docente il quale non è tenuto in alcun modo a
partecipare direttamente alla somministrazione delle prove INVALSI, né a collaborare
all’eventuale organizzazione delle stesse.
6) Il Collegio Docenti può deliberare la non adesione alle prove INVALSI? Certamente sì: il
Collegio docenti ha competenza generale in campo didattico da esercitare nel rispetto della
libertà insegnamento del singolo docente costituzionalmente garantita. Infatti, l’art. 7 comma 2
del testo unico sulla scuola prevede che “il collegio dei docenti: a) ha potere deliberante in
materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto. In particolare cura la
programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti
della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze
ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto
della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente; ..
d) valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia
in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario,
opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica; …) adotta o promuove nell’ambito
delle proprie competenze iniziative di sperimentazione in conformità degli articoli 276 e
seguenti”. Inoltre, il regolamento sull’autonomia (DPR n. 275/99) prevede all’art. 4 c.4 :”
Nell’esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la
realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e
professionale, Coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte dagli enti locali in materia
di interventi integrati a norma dell’articolo 139, comma 2, lett. b) del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112. Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel
rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati
conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati”
La Nota Miur è in palese contrasto con le norme citate, in quanto impone al Collegio docenti
una specifica tecnica di valutazione dell’andamento complessivo dell’azione didattica,
riducendone quindi arbitrariamente la discrezionalità e la competenza
7) Se il Collegio Docenti ha espresso un voto contrario alle prove INVALSI, ma il Dirigente
ha già iscritto la nostra scuola, possiamo ugualmente rifiutarci di somministrare le prove? Sì; è il
Dirigente che ha compiuto un atto illegittimo visto che ogni decisione che riguarda la didattica
deve essere deliberata dal Collegio Docenti. Senza una delibera favorevole del Collegio,
nessuno può imporre una qualsiasi attività ai docenti;
8) Se la nostra scuola è una scuola campione, è vero che siamo obbligati a svolgere le
prove? Non è affatto vero; il fatto di essere una scuola campione non inficia tutto l’assetto
normativo finora ricordato. Essere una scuola campione significa solamente che il giorno della
somministrazione saranno presenti a scuola dei somministratori esterni. Ma ovviamente
nemmeno loro hanno il potere di sovvertire una decisione contraria del Collegio Docenti.
9) Può il Dirigente obbligarci a riunioni di preparazione alla prova INVALSI e ad altre ore d i
lavoro per la loro correzione? E’ cosa totalmente illegittima: il lavoro straordinario deve essere
previsto dal Pof, cioè essere approvato dal Collegio docenti; inoltre è opportuno precisare che il
lavoro straordinario è volontario e non può essere imposto con un obbligo di servizio; esso, altro
dettaglio, deve essere pagato, perché la correzione delle prove Invalsi non rientra nelle 40 + 40
ore previste dal Contratto nazionale.
10) È legittimo cambiare la programmazione giornaliera di una classe per effettuare le
prove? È legittimo che il giorno delle prove alcuni docenti siano mandati in altre classi? No, si
tratta di violazione della libertà di insegnamento: la programmazione dell’attività didattica è
liberamente scelta dall’insegnante; solo una delibera del Collegio può permettere modifiche di
questo tipo. Dunque il giorno delle prove comportiamoci così: qualunque richiesta di modificare
il normale andamento della didattica (lasciare la nostra classe per permettere la
somministrazione del test ad altri colleghi, nostro spostamento in altra classe per somministrare
il test, spostamento della nostra classe nel nostro orario in altro locale della scuola, ecc.)
rifiutarsi e chiedere al DS un ordine di servizio scritto.
11 ) Cosa può fare la RSU? La Rsu può chiedere un incontro (e congiuntamente inviare una
lettera) con il DS in cui si chiarisca che, senza una delibera del Collegio che approvi l’adesione
agli Invalsi, si impugneranno gli ordini di servizio sui cambiamenti di orario e di programmazione
in quanto illegittimi, chiamando il DS a pagare di tasca propria il lavoro in più svolto dai docenti
(ad es. nella correzione delle prove).
12) Cosa possono fare i docenti? Pretendere che il Collegio si esprima e, nel caso in cui il
DS rifiuti di mettere l’argomento all’odg, raccogliere le firme per un collegio docenti
straordinario: il DS infatti è obbligato a convocare il Collegio se 1/3 dei componenti ne fa
richiesta.

Cobas Scuola Piemonte
via San Bernardino 4 – 10141 Torino
tel/fax 0113345345 cell. 3477150917
 www.cobascuolatorino.it

Recensione di Eleonara Pantò del libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”

Nel mare ci sono i coccodrilliӏ la storia di Ena, giovane afghano di etnia hazara, raccolta da Fabio Geda, educatore e scrittore torinese.
La storia inizia nel 2001, quando Enaiatollah Akbari che ha più o meno dieci anni, viene portato in Pakistan dalla madre e lì abbandonato per essere messo in salvo dalla schiavitù e dalle persecuzioni razziali. Come potrà un bambino vissuto in campagna, una campagna poetica (io vedevo la frutta che nasceva) ma dove anche la scuola era un diritto negato (la vita senza la scuola è come la cenere) riuscire a sopravvivere e a cavarsela da solo?
Ena non ha un piano, cerca di sopravvivere ogni giorno alla fatica, alla fame e alle prepotenze, senza compiangersi troppo e rispettando la promessa fatta alla mamma (tre cose non devi mai fare nella vita): impara a fare piccole commissioni, a portare il chay nei negozi senza fare danni, a vendere gomme da masticare, fino a quando non ce la fa più e decide di partire, per andare dove la razza a cui appartieni non è un motivo per farsi maltrattare.
La narrazione ripercorre le tappe del il viaggio che Ena affronta da uomo pur essendo un bambino, grazie all’aiuto di amici fraterni e soprattutto alla sua forza d’animo che non lo fa mai arrendere. E’ un viaggio allucinante attraverso le montagne turche dove incontra persone sedute “sedute per sempre, erano congelate” a cui ruba le scarpe, viaggio nel sottofondo del cassone di un camion (ogni gesto provocava sofferenze terribili)o su un gommone via mare, il mare che spaventa perché ci sono i coccodrilli…..
E finalmente è l’Europa, prima la Grecia dove arriva completamente nudo ma dove trova chi gli dà da mangiare, da vestire e lo rimette in condizione di ripartire… per arrivare a Roma e poi a Torino, dove a distanza di dieci anni, lavora e studia, ospite di una famiglia.
“Ci sono tante storie soffocate che non conosce nessuno. Mi piacerebbe portare la loro voce su un pezzo di carta” dice Ena, e questo libro ci ricorda che ogni Ena che passa davanti ai nostri occhi, è un essere umano con la sua storia e non un “clandestino”.
Perché essere clandestini significa non avere nessuna identità e nessun diritto e ogni volta che si nega a qualcuno il diritto di esistere, cancelliamo un pezzo di noi stessi.

Recensione di Eleonora Pantò
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