Cobas: il Consiglio di Stato dichiara illegali i tagli nella scuola

Pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS.

Il Consiglio di Stato ha respinto oggi l’appello presentato dal MIUR contro il provvedimento del TAR del Lazio che, pronunciandosi su un ricorso dello Snals, aveva dichiarato illegittimo il brutale taglio di ore di lezione che, nel quadro della catastrofica “riforma Gelmini”, il governo aveva operato nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e nelle seconde e terze dei professionali. Pur di portare a termine il massacro della scuola e l’eliminazione di 140 mila posti di lavoro in tre anni, progettati da Tremonti, Gelmini aveva improvvisato una drastica riduzione di ore di lezione in tali istituti, impoverendone la qualità ed espellendo in massa precari che per anni avevano sostenuto un’istituzione per la quale nell’ultimo ventennio i governi di centrodestra e centrosinistra hanno sempre ridotto l’investimento (oggi è meno del 9% della spesa complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%: e i precari non sono mai stati assunti stabilmente perché costano il 30% in meno degli “stabili). Il Consiglio di Stato è tassativo: l’orario precedente va reintrodotto, e con esso i posti di lavoro eliminati, riassumendo i precari. Certamente sarà un’operazione complessa: ma il vero caos distruttivo è stato determinato già da Gelmini con il pesante impoverimento di qualità imposto ai tecnici e professionali e la distruzione di cattedre e orari consolidati. La radice greca della parola “caos” può far interpretare il termine come “voragine” (proprio quella già creata nella scuola dalla pessima ministra) ma anche come una realtà “aperta, spalancata”. E con la reintroduzione degli orari completi riapriremo, spalancheremo le porte alla possibile rinascita della scuola, battendo l’orrenda scuola-miseria di Tremonti-Gelmini.
Poiché già numerose volte Gelmini non ha ottemperato alle decisioni dei magistrati, continuando a muoversi nella aperta illegalità, metteremo al centro dello sciopero nazionale della scuola, da noi indetto per il 15 ottobre (con manifestazioni regionali, a Roma ore 10 davanti al MIUR) – oltre al rifiuto di tutti i tagli e dell’espulsione dei precari, per la loro assunzione stabile e per massicci investimenti nell’istruzione, per il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti – anche l’immediato ripristino degli orari e organici completi per i tecnici e i professionali e l’immediata assunzione dei precari spietatamente espulsi dalla scuola.
Ricordiamo infine che il 15 sciopereranno e manifesteranno con noi, oltre a tanti docenti ed ATA “stabili”, le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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