Legge nazionale per la dislessia: il commento del Presidente AID Rosabianca Leo

Informiamo i lettori di Scuola Magazine che ieri alle 15.58 è stata approvata la legge nazionale per la dislessia.
Ora dobbiamo attendere che sia inserita nel gazzettino ufficiale.

Ecco il commento del presidente AID nazionale, Rosabianca Leo:
“Sono soddisfatta, anche come genitore, perché questa legge riconosce
finalmente dopo tante battaglie l’esistenza della dislessia e di altri
disturbi specifici di apprendimento stimolando la scuola a
individuarli precocemente e definendo i luoghi del percorso
diagnostico e didattico. Stiamo già lavorando con il ministero
dell’Istruzione, di cui abbiamo apprezzato la volontà di affrontare il
problema, in merito alle linee guida sulla legge. Certo è che siamo
solo all’inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole,
soprattutto sul tema della formazione dei dirigenti scolastici e le
strutture del Servizio sanitario nazionale. Il testo è certamente un
salto di qualità rispetto al passato ma va migliorato sia sotto
l’aspetto della valutazione sulla sua effettiva applicazione sia per
esempio con l’inserimento di sanzioni per chi non rispetta la
normativa. Siamo consapevoli, come Associazione, che le cose non si
cambiano in poco tempo ma l’approvazione di oggi ci conferisce più
forza per migliorare il testo e per tutelare meglio i diritti delle
persone con disturbi di dislessia. Infine, un ringraziamento va a
tutti i senatori e i deputati che in questi anni si sono impegnati per
far approvare la legge. Desidero poi anche ringraziare la Fondazione
Telecom Italia
, partner della nostra Associazione, per la
collaborazione che ci ha assicurato nel portare avanti importanti
iniziative di formazione, informazione e supporto agli studenti anche
in assenza di questa norma. Progetti sui quali Fondazione Telecom
Italia investe 1,5 milioni di euro e che da domani potranno
ulteriormente svilupparsi in tutto il Paese a sostegno dell’attività
didattica istituzionale”.

La legge nel dettaglio
Dopo la definizione dei termini dislessia, disgrafia, disortografia e
discalculia evidenziati nel primo articolo del ddl, nel secondo punto
del testo vengono evidenziate le finalità che si prefigge la norma tra
cui la promozione del successo scolastico, anche attraverso misure
didattiche di supporto, la garanzia di una formazione adeguata che
promuova lo sviluppo delle potenzialità anche attraverso la
preparazione degli insegnanti e la sensibilizzazione dei genitori nei
confronti delle problematiche legate ai DSA. Durante il percorso
formativo (art. 4) anche i docenti dovranno possedere un’adeguata
preparazione didattica, metodologica e valutativa in merito alle
problematiche relative ai DSA. Altro aspetto è quello che riguarda la
diagnosi (art. 3) che dovrà essere effettuata nell’ambito dei
trattamenti specialistici già assicurati dal Ssn a legislazione
vigente e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza
dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile
effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici
erogati dal Ssn possono prevedere, nei limiti delle risorse, che la
medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture
accreditate. Rilevante, poi, l’articolo 5 che mette nero su bianco le
misure educative e le didattiche di supporto come l’uso di una
didattica individualizzata e personalizzata o l’introduzione di
strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi
e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune
prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da
apprendere. È previsto pure per l’insegnamento delle lingue straniere,
l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione
verbale. Agli studenti con DSA, inoltre, sono garantite, durante il
percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria,
adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne
gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami
universitari. Misure anche per i familiari (art. 6) che potranno
usufruire di orari di lavoro flessibili. Nell’articolo 7, invece,
viene indicato come a quattro mesi dall’entrata in vigore della legge,
attraverso un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e
della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede ad
emanare linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da
stipulare entro i successivi sei mesi. All’articolo 8 viene
evidenziato come sono fatte salve le competenze delle Regioni a
statuto speciale e province autonome che dovranno entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge provvedere a dare
attuazione alle disposizioni della legge stessa.

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