L’unione degli Studenti lancia l’altrariforma della scuola

Solo da pochi giorni è iniziato ufficialmente l’anno scolastico 2010/2011, e l’ Unione degli Studenti al motto “Cambiare ora!” lancia la prima data di mobilitazione nazionale studentesca l’8 ottobre 2010 in più di 50 piazze italiane.
“Contro i provvedimenti del ministro Gelmini e per cambiare radicalmente le nostre scuole” afferma Monica Usai dell’UdS “è necessario riempire questa data di piattaforme, appelli e contenuti che vivano nelle scuole.”.

L’ Unione degli Studenti ha avviato da maggio ’10 percorsi basati sul confronto e la formazione tra studenti e studentesse da tutto il paese per dare forma e sostanza a una campagna nazionale volta al rinnovamento della scuola pubblica dal basso: “L’ALTRARIFORMA DELLA SCUOLA“.
Un volume di oltre cinquanta pagine che sistematizza le proposte emerse dagli studenti, ma anche le loro richieste tra cui ricordiamo “il ritiro immediato dei tagli, una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, una didattica svecchiata e partecipativa, uno statuto degli studenti in stage, una scuola che non deve essere elemento di divisione ma esempio di cooperazione.”.

L’indifferenza rispetto alla situazione in cui versa la scuola pubblica da parte del ministro Gelmini esprime l’incapacità di questo Governo nell’affrontare le esigenze reali di un paese colpito da una politica miope e allo stesso tempo di rigore. Così permane un sistema di istruzione pubblica incapace di essere all’altezza dei sistemi che ritroviamo in Europa, a partire dalla volontà nulla di investire sull’educazione, barometro sociale di un paese.
L’Unione degli Studenti ritiene pertanto fondamentale l’apertura di un ampio confronto per comprendere fino in fondo quale sia la scuola capace di formare i cittadini dell’oggi e del domani, rimettendo in discussione tutti gli elementi fondanti della scuola: dalla didattica, alla rappresentanza fino alla formazione professionale.A partire da questa volontà di costruire una scuola dal basso, con sperimentazioni su tutto il territorio nazionale, vogliamo dimostrare la nostra volontà propositiva contrapposta alla politica abominevole del Governo.

Arriveremo così alla giornata dell’8 ottobre invadendo piazze e strade, non solo per ribadire il nostro ‘no ai tagli’, bensì perchè vogliamo lanciare un segnale importante di inversione di rotta per la scuola pubblica italiana.

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