Archivio mensile:settembre 2010

Cobas: il Consiglio di Stato dichiara illegali i tagli nella scuola

Pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS.

Il Consiglio di Stato ha respinto oggi l’appello presentato dal MIUR contro il provvedimento del TAR del Lazio che, pronunciandosi su un ricorso dello Snals, aveva dichiarato illegittimo il brutale taglio di ore di lezione che, nel quadro della catastrofica “riforma Gelmini”, il governo aveva operato nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e nelle seconde e terze dei professionali. Pur di portare a termine il massacro della scuola e l’eliminazione di 140 mila posti di lavoro in tre anni, progettati da Tremonti, Gelmini aveva improvvisato una drastica riduzione di ore di lezione in tali istituti, impoverendone la qualità ed espellendo in massa precari che per anni avevano sostenuto un’istituzione per la quale nell’ultimo ventennio i governi di centrodestra e centrosinistra hanno sempre ridotto l’investimento (oggi è meno del 9% della spesa complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%: e i precari non sono mai stati assunti stabilmente perché costano il 30% in meno degli “stabili). Il Consiglio di Stato è tassativo: l’orario precedente va reintrodotto, e con esso i posti di lavoro eliminati, riassumendo i precari. Certamente sarà un’operazione complessa: ma il vero caos distruttivo è stato determinato già da Gelmini con il pesante impoverimento di qualità imposto ai tecnici e professionali e la distruzione di cattedre e orari consolidati. La radice greca della parola “caos” può far interpretare il termine come “voragine” (proprio quella già creata nella scuola dalla pessima ministra) ma anche come una realtà “aperta, spalancata”. E con la reintroduzione degli orari completi riapriremo, spalancheremo le porte alla possibile rinascita della scuola, battendo l’orrenda scuola-miseria di Tremonti-Gelmini.
Poiché già numerose volte Gelmini non ha ottemperato alle decisioni dei magistrati, continuando a muoversi nella aperta illegalità, metteremo al centro dello sciopero nazionale della scuola, da noi indetto per il 15 ottobre (con manifestazioni regionali, a Roma ore 10 davanti al MIUR) – oltre al rifiuto di tutti i tagli e dell’espulsione dei precari, per la loro assunzione stabile e per massicci investimenti nell’istruzione, per il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti – anche l’immediato ripristino degli orari e organici completi per i tecnici e i professionali e l’immediata assunzione dei precari spietatamente espulsi dalla scuola.
Ricordiamo infine che il 15 sciopereranno e manifesteranno con noi, oltre a tanti docenti ed ATA “stabili”, le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

Legge nazionale per la dislessia: il commento del Presidente AID Rosabianca Leo

Informiamo i lettori di Scuola Magazine che ieri alle 15.58 è stata approvata la legge nazionale per la dislessia.
Ora dobbiamo attendere che sia inserita nel gazzettino ufficiale.

Ecco il commento del presidente AID nazionale, Rosabianca Leo:
“Sono soddisfatta, anche come genitore, perché questa legge riconosce
finalmente dopo tante battaglie l’esistenza della dislessia e di altri
disturbi specifici di apprendimento stimolando la scuola a
individuarli precocemente e definendo i luoghi del percorso
diagnostico e didattico. Stiamo già lavorando con il ministero
dell’Istruzione, di cui abbiamo apprezzato la volontà di affrontare il
problema, in merito alle linee guida sulla legge. Certo è che siamo
solo all’inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole,
soprattutto sul tema della formazione dei dirigenti scolastici e le
strutture del Servizio sanitario nazionale. Il testo è certamente un
salto di qualità rispetto al passato ma va migliorato sia sotto
l’aspetto della valutazione sulla sua effettiva applicazione sia per
esempio con l’inserimento di sanzioni per chi non rispetta la
normativa. Siamo consapevoli, come Associazione, che le cose non si
cambiano in poco tempo ma l’approvazione di oggi ci conferisce più
forza per migliorare il testo e per tutelare meglio i diritti delle
persone con disturbi di dislessia. Infine, un ringraziamento va a
tutti i senatori e i deputati che in questi anni si sono impegnati per
far approvare la legge. Desidero poi anche ringraziare la Fondazione
Telecom Italia
, partner della nostra Associazione, per la
collaborazione che ci ha assicurato nel portare avanti importanti
iniziative di formazione, informazione e supporto agli studenti anche
in assenza di questa norma. Progetti sui quali Fondazione Telecom
Italia investe 1,5 milioni di euro e che da domani potranno
ulteriormente svilupparsi in tutto il Paese a sostegno dell’attività
didattica istituzionale”.

La legge nel dettaglio
Dopo la definizione dei termini dislessia, disgrafia, disortografia e
discalculia evidenziati nel primo articolo del ddl, nel secondo punto
del testo vengono evidenziate le finalità che si prefigge la norma tra
cui la promozione del successo scolastico, anche attraverso misure
didattiche di supporto, la garanzia di una formazione adeguata che
promuova lo sviluppo delle potenzialità anche attraverso la
preparazione degli insegnanti e la sensibilizzazione dei genitori nei
confronti delle problematiche legate ai DSA. Durante il percorso
formativo (art. 4) anche i docenti dovranno possedere un’adeguata
preparazione didattica, metodologica e valutativa in merito alle
problematiche relative ai DSA. Altro aspetto è quello che riguarda la
diagnosi (art. 3) che dovrà essere effettuata nell’ambito dei
trattamenti specialistici già assicurati dal Ssn a legislazione
vigente e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza
dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile
effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici
erogati dal Ssn possono prevedere, nei limiti delle risorse, che la
medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture
accreditate. Rilevante, poi, l’articolo 5 che mette nero su bianco le
misure educative e le didattiche di supporto come l’uso di una
didattica individualizzata e personalizzata o l’introduzione di
strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi
e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune
prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da
apprendere. È previsto pure per l’insegnamento delle lingue straniere,
l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione
verbale. Agli studenti con DSA, inoltre, sono garantite, durante il
percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria,
adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne
gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami
universitari. Misure anche per i familiari (art. 6) che potranno
usufruire di orari di lavoro flessibili. Nell’articolo 7, invece,
viene indicato come a quattro mesi dall’entrata in vigore della legge,
attraverso un decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e
della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede ad
emanare linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da
stipulare entro i successivi sei mesi. All’articolo 8 viene
evidenziato come sono fatte salve le competenze delle Regioni a
statuto speciale e province autonome che dovranno entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge provvedere a dare
attuazione alle disposizioni della legge stessa.

Unione degli Studenti: nessun tavolo di confronto è possibile con il Ministro Gelmini

Oggi 30 settembre 2010 alle 19,00 è previsto presso il Salone dei Ministri di Viale Trastevere il primo incontro dell’anno scolastico tra il Forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative e il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini.

L’incontro dovrebbe essere funzionale ad un confronto sugli ultimi provvedimenti e sulle prossime iniziative di Governo.

L’ Unione degli Studenti, facente parte del Forum, dichiara la propria indisponibilità a sostenere il confronto con il Ministro prendendo atto dell’impossibilità da parte delle organizzazioni studentesche di incidere nelle scelte, data l’impermeabilità del Ministero alle istanze che provengono da tutto il mondo della scuola in lotta in queste settimane.

La politica dei tagli, provvedimenti repressivi e gentiliani come “l’anagrafe studenti”, il tetto alle 50 assenze, il protocollo Gelmini-Larussa sulle pratiche militari nella didattica, la mancanza di qualsiasi progetto di riforma reale e di investimento nel settore formativo ci ha visti costretti a lanciare una mobilitazione studentesca nazionale per l’8 ottobre prossimo per aprire una fase di cambiamento radicale della scuola col progetto “AltraRiforma”.

“Oggi entreremo al Forum, esporremo le ragioni che muovono gli studenti a intraprendere proteste e blocchi in questi giorni, racconteremo l’insofferenza provata da precari e genitori costretti ad interfacciarsi con una realtà che non sta nelle parole del Ministro – dichiara Tito Russo, coordinatore nazionale UdS”

“Dopo il nostro intervento, usciremo dalla sala ribadendo che il confronto si fa prima di varare i provvedimenti. Il Ministro Gelmini non può pensare di demolire la scuola pubblica e poi lavarsi la coscienza “consultando” fintamente gli studenti”.

L’Unione degli Studenti dichiara che già 45 piazze sono pronte a mobilitarsi l’8 ottobre, con l’adesione dei coordinamenti dei genitori e dei coordinamenti precari scuola.

Qui di seguito la lista dei concentramenti:

VALLE D’AOSTA
Aosta – Piazza Chanoux ore 9,00
PIEMONTE 
Torino – Piazza Arbarello ore 9,00
LOMBARDIA
Milano – Largo Cairoli ore 9,30
Bergamo – Piazzale Stazione FS ore 9,30
Brescia – Piazza Garibaldi ore 9,00
In via di definizione Pavia e Sondrio 
FRIULI – VENEZIA GIULIA 
Trieste – Piazza Goldoni ore 9,00
Gorizia – Piazzale Stazione FS ore 9,00
EMILIA ROMAGNA
Piacenza – Liceo Scientifico Respighi ore 9,00
Bologna – Piazza XX Settembre ore 9,30
In via di definizione Ravenna e Cesena
LIGURIA
Genova – Piazza Caricamento ore 9,30
Savona – Piazza Sisto IV ore 9,00
TOSCANA
Firenze – Piazza San Marco ore 9,30
Siena – Piazza della Posta ore 9,00
Livorno – Piazza Cavour ore 9,00
LAZIO
Roma – Piazzale Partigiani (metro B Piramide) ore 9.00
Latina – Piazza del Popolo ore 9,00
Viterbo – Piazza del Comune ore 9,00
Sora (FR) – Piazza della Stazione ore 9,00
Rieti – Piazza Cavour ore 9,00
ABRUZZO
Pescara – Piazza Salotto ore 9,30
In via di definizione l’Aquila, Sulmona (Aq), Chieti
MOLISE
Campobasso – Piazza San Francesco ore 9,30
Isernia – di fronte a Mister Magoo ore 9,00
CAMPANIA
Salerno – Piazza Ferrovia ore 9,30
Napoli – Piazza Garibaldi ore 9,30
Avellino – Piazza d’Armi ore 9,30
Caserta – ITIS “Giordani” ore 8,30
In via di definizione Benevento
PUGLIA
Bari – Piazza Umberto ore 9,00
Lecce – Porta Napoli ore 9,00
Brindisi – Piazza Stazione ore 9,00
Foggia – Piazza Italia ore 9,30
In via di definizione Altamura (Ba), Andria (Bat), Taranto
BASILICATA
Matera – Piazza Matteotti ore 9,00
CALABRIA
Cosenza – Piazza Loreto ore 9,30
Reggio Calabria – Piazza de Nava ore 9,30
Crotone – Piazza della Resistenza ore 9,30
SARDEGNA
Cagliari – Piazza Garibaldi ore 9,00
Oristano – Piazza Roma ore 9,00
In via di definizione Olbia, Sorgono e Siniscola (Nu)
SICILIA
Trapani – Piazza Vittorio ore 9,30
Enna – Castello di Lombardia ore 9,00
Siracusa – Pantheon ore 9,00
Ragusa – Piazza Zama ore 9,00
Palermo – Piazza Politeama ore 9,00
Catania – Piazza Roma ore 9,00

Altre realtà territoriali sono in via di definizione.

UNIONE DEGLI STUDENTI

La scuola reale: documento di sintesi dell’assemblea RSU dell’ITC Carrara di Lucca

DOCUMENTO DI SINTESI DALL’ASSEMBLEA RSU DELL’ITC CARRARA DI LUCCA DEL 24.9.2010

L’inizio dell’anno scolastico vede il Governo impegnato a continuare l’opera di macelleria sociale della scuola pubblica: 41. 000 posti di lavoro in meno che si aggiungono a quelli già tagliati l’anno scorso e a quelli previsti per l’anno prossimo per un totale di 132.000 in 3 anni! In provincia di Lucca ciò significa 21 cattedre in meno alle primarie, 60 alle Medie, 52 alle Superiori, 15 per il sostegno, 66 posti di collaboratori scolastici, 13 assistenti amministrativi e 9 assistenti tecnici per un totale di 236 posti di lavoro persi in un anno! La conseguenza immediata è che centinaia di precari in provincia e decine di migliaia in Italia resteranno senza lavoro.

Ma tutto questo avrà effetto anche sulla qualità della scuola non solo con la perdita della continuità didattica, ma con la riduzione delle ore di lezione e del numero delle classi (in presenza di 5457 studenti in più in Toscana!) e con l’aumento progressivo del numero degli alunni per classe. Per es. nelle classi prime e terze delle Superiori si va da un minimo di 27 alunni ad un massimo di 30 derogabile fino a 33: la gestione delle classi sarà sempre più difficile e sarà impossibile un approccio didattico individualizzato, di cui risentiranno soprattutto gli studenti più deboli da un punto di vista socio – economico! Il governo viola anche le leggi sulla sicurezza che prevedono un massimo di 26 persone per aula compreso il docente!

Ma non viene rispettata neanche la libertà di scelta di famiglie e studenti, che vedono modificati in corso d’opera i vecchi indirizzi degli istituti tecnici con la riduzione da 36 a 32 ore settimanali in 2°, 3° e 4°. A tutto ciò si aggiunge la drammatica mancanza di fondi per il funzionamento e per i supplenti, con conseguenti pratiche illegali lesive del diritto allo studio, quali lo smembramento delle classi e l’uscita anticipata o l’entrata posticipata degli studenti. Inoltre, il blocco triennale dei contratti e degli scatti di anzianità determinerà una perdita salariale in 3 anni fino a 7000 € lordi pro capite; ma siccome il 2010, 2011 e 2012 non saranno più conteggiati ai fini della progressione di carriera, ogni docente e Ata perderà dai 29.000 ai 41.000€ fino alla fine della carriera! Infine, come ultima ciliegina, il governo ha abrogato anche le indennità di missione all’estero per viaggi di istruzione e soggiorni studio.

L’Assemblea, che ha visto la partecipazione di 47 docenti e 12 Ata, fa proprie le indicazioni emerse dall’ Assemblea provinciale del Primo giorno di scuola, a cui hanno partecipato 2000 persone, e ritiene che, dopo il successo dello sciopero degli scrutini, sia indispensabile continuare la mobilitazione:

per il ritiro dei tagli di posti di lavoro, di classi, materie e ore di scuola;
per l’ assunzione stabile dei precari e contro il loro”licenziamento di massa”
per un massiccio investimento nell’istruzione, almeno ai livelli medi europei citati dall’OCSE, contro la “scuola miseria”;
per il ritiro della “riforma” delle superiori;
contro l’aumento del numero di alunni per classe;
per lo sblocco integrale degli scatti di anzianità e dei contratti

In particolare, l’Assemblea a grande maggioranza (1 contrario e 6 astenuti) aderisce all’appello dei Cobas scuola per un grande e comune SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA CON MANIFESTAZIONE REGIONALE A FIRENZE IL 15 OTTOBRE o in altra data su cui vi sia la convergenza di altre OOSS.

Inoltre, l’Assemblea, dopo ampia discussione, decide di aderire alle Campagne nazionali sul blocco della attività non obbligatorie con le seguenti modalità:

non dare il consenso per cattedre superiori alle 18 ore (all’unanimità);
non dare la disponibilità ad effettuare supplenze o – per gli Ata – straordinari (all’unanimità);
non effettuare visite guidate, viaggi di istruzione, scambi e soggiorni studio (all’unanimità);
non dare la disponibilità (o dimettersi) per le attività di Coordinatore di classe, di Segretario dei C. di Classe (redigendo i verbali a rotazione) (a grande maggioranza con 2 contrari e 4 astenuti);
procedere ad una drastica semplificazione dei verbali delle riunioni e della modulistica in generale per ridurre gli intralci burocratici (all’unanimità);
– in sede di Collegio dei docenti deliberare di non attivare le funzioni strumentali e, in ogni caso, non dare la relativa disponibilità (a maggioranza)
bloccare i progetti (a grande maggioranza);
denunciare tutte le forme di illegalità lesive del diritto allo studio e tese a non nominare supplenti;
denunciare, in particolare, le violazioni delle norme sulla sicurezza (max 26 persone per aula!);
organizzare assemblee con genitori e studenti per chiarire le ragioni della mobilitazione e per chiedere la loro partecipazione ( all’unanimità);
aderire al costituendo Coordinamento provinciale delle scuole in lotta che si incontrerà in un’ Assemblea aperta a genitori e studenti il 1° ottobre 2010 alle 17,30 alla Pia Casa.

L’Assemblea, in riferimento alla contrattazione di istituto, considerando anche il taglio degli stipendi di TUTTI i docenti e Ata determinato dal blocco degli scatti e dei contratti, da mandato all’unanimità alle RSU di:
prevedere la distribuzione di tutti i fondi disponibili e, in particolare, utilizzare i fondi destinati in passato per le attività “bloccate” per incrementare lo stanziamento per la flessibilità dei docenti e per l’intensificazione degli Ata (all’interno delle rispettive quote);
di modificare di conseguenza l’art. 18 del Contratto di istituto sulla flessibilità in modo da distribuire i relativi importi a tutti i docenti (che, tra l’altro, si “autocoordinano” nei Consigli di classe e che redigono a turno il verbale).

L’Assemblea, inoltre, decide di proporre al Consiglio di istituto di modificare le modalità di svolgimento dei rapporti con i genitori, riducendo significativamente i ricevimenti settimanali o, in alternativa, non svolgendo i due ricevimenti generali pomeridiani.

L’Assemblea è consapevole delle problematiche connesse a tali forme di mobilitazione, ma le considera indispensabili di fronte alla drammaticità del processo in atto tendente alla dequalificazione della scuola pubblica e al potenziamento di quella privata. E’ consapevole, in particolare dei disagi per genitori e studenti, ma questa lotta è tesa ad un obiettivo comune a genitori, studenti , docenti, Ata e cittadini democratici: salvare la scuola pubblica prevista dalla Costituzione come baluardo della democrazia!

RSU ITC CARRARA DI LUCCA

Addestramento militare a scuola: a Milano gli studenti protestano, la polizia impartisce le prime “lezioni”

A Milano un gruppo di di studenti ha protestato questa mattina  la possibilità di un progetto che coinvolge i ministeri della Difesa e dell’Istruzione Allenati per la vita che ‘prevede l’ addestramento militare degli studenti e che l’Unuci dovrà gestire’. I ragazzi una volta conclusa la protesta sono scesi in metropolitana nel mezzanino della fermata Duomo e sono stati bloccati dalla Polizia in tenuta anti sommossa.

Servizio ed interviste di Federica Giordani di C6.tv

Risposta agli oltraggi di Giordano – di Marcella Raiola

In riferimento alla risposta che Mario Giordano ha fornito ad un lettore, apparsa sul quotidiano “Libero” del 23 settembre u.s., dal titolo “La scuola non è un ufficio di collocamento”:

Malgrado il testo in questione sia dovizioso di dichiarazioni indegne, intrise di luoghi comuni e ostilità preconcetta, sento di dover replicare, in particolare, all’affermazione vergognosa e mortificante che nella scuola resta solo chi non ha le “doti” per adire altre più lucrose e prestigiose carriere: tale convinzione rivela la bassezza morale, l’incoerenza e il semplicismo di chi la esprime, il quale, mentre propone di difendere la scuola dall’assalto di presunti pirati della conoscenza a caccia di una sinecura pagata, mostra di valutare tanto poco la formazione dei futuri cittadini da collocare la scuola al gradino più basso della scala delle attività gratificanti, facendo dell’insegnamento addirittura il contrassegno del fallimento esistenziale e professionale di chi per esso opta!
L’insegnamento si configura, invece, proprio in ragione del suo accanito e interessato svilimento, come una scelta ponderata, fatta per e con passione e senza alcun riguardo alla remunerazione, che evidentemente è l’unico parametro che questi ineffabili ed eruditi censori, apparentemente tanto solleciti delle sorti delle nuove generazioni, sanno applicare per stabilire il valore degli individui e del lavoro, e in base al quale, peraltro, dovremmo concludere che Gino Strada e Madre Teresa sono due falliti, mentre loro, che sicuramente detengono le “qualità” necessarie ad intraprendere le carriere “serie”, imprimeranno e lasceranno al mondo un’impronta di gran lunga maggiore.
Quando la scuola diventa un “ripiego”, lo diventa perché i tentativi fatti per accedere a carriere differenti vengono frustrati dal clientelismo o dalla cooptazione su base “gentilizia” in uso e in atto presso gli atenei, gli studi professionali e le stesse aziende!
Moltissimi giovani studiosi di grandi potenzialità vengono “ricacciati” nelle Graduatorie permanenti da un sistema di selezione universitario viziato e “blindato” dai favoritismi, oppure dalla mancanza assoluta e preannunciata di ogni forma di retribuzione (all’Università si resta “volontari” e “cultori della materia” anche fino a 45 anni, perché non è previsto inquadramento per chi fa ricerca, se non in concomitanza con i rari e già “prenotati” concorsi)… Questo non vuol dire, beninteso, che il mancato ricercatore si trasformi in un pessimo e demotivato professore; anzi: l’esperienza e il metodo maturati vanno ad arricchire e dinamizzare i processi di apprendimento, con grande vantaggio per la scuola e per gli studenti!
Chi apre la bocca e le dà fiato facendo affermazioni prive di senso e senza cognizione alcuna, ignorando i fattori che incidono su una situazione e addossando ogni responsabilità esclusivamente a chi la vive e la subisce, di solito è una persona superficiale, disonesta o invidiosa, che ha bisogno di “crearsi un nemico” o di sentirsi superiore a qualcuno per esorcizzare e superare limiti feroci o frustrazioni proprie…
A questa gente piccola piccola, che della scuola e dell’immane fatica di “costruire significati e valori” assieme a giovani che essi rendono ostili e violenti, incitandoli, con la denigrazione, a ripudiare e rifiutare ogni sforzo di storicizzazione, riflessione e contestualizzazione, chiedo che provi ad allargare un po’ gli orizzonti mentali e culturali o (più facile alternativa), che cambi capro espiatorio, perché noi professori, a dire il vero, abbiamo ampiamente dato e siamo arcistufi di sprecare tempo prezioso per coprire il suo puzzolente vomito.

Marcella Raiola