Libri di testo, incontro interlocutorio al Miur

Giovedì 27 maggio u.s., si è svolto al MIUR, l’incontro chiesto da FLC Cgil, CISL Scuola e UIL Scuola sulle problematiche relative all’adozione dei libri di testo per il prossimo anno scolastico.

Come è ben noto a tutti, docenti e dirigenti, studenti e genitori, la scelta del Ministro di procedere alla cd riforma della secondaria superiore a tutti i costi, nonostante l’iter dei relativi provvedimenti sia tutt’altro che giunto a compimento, sta producendo notevoli difficoltà ancora prima di entrare in vigore.

Già gli studenti che entreranno a settembre alle superiori e i loro genitori hanno dovuto scegliere la scuola in un certo senso “a scatola chiusa” poiché al momento delle iscrizioni non era affatto chiaro l’assetto che avrebbe avuto la scuola superiore.

Negli istituti tecnici e professionali gli studenti delle classi successive alle prime, si troveranno con un orario significativamente ridotto rispetto a quello della scuola scelta.

Sono ancora oggetto di aggiustamenti le tabelle per l’assegnazione degli insegnamenti delle nuove classi prime alle classi di concorso.

Le linee guida e le indicazioni nazionali, ancorché oggetto di polemiche roventi intorno ad aspetti tutt’altro che banali, non hanno compiuto il loro iter e a tutt’oggi non possono considerarsi vigenti.

Nonostante tutto questo però, secondo il MIUR i collegi docenti avrebbero comunque dovuto provvedere – entro il 21 maggio – alla scelta dei libri di testo per il prossimo anno.

Dopo l’intervento delle OO.SS. tale termine è stato prorogato di 10 giorni.

Vale la pena ricordare che gli editori sono stati tra i primi a protestare dichiarando di trovarsi costretti a “stampare i libri al buio”.

E’ questo il modo di avviare un processo sbandierato come “riforma epocale”?

A fronte di tutto ciò è evidente che in virtù di una banale ragionevolezza si dovrebbe quantomeno predisporre un rinvio. E’ quello che la FLC ha ribadito anche nell’incontro del 27 u.s..

Invece, la ragionevolezza viene paradossalmente invocata dal MIUR per sostenere che l’avvio di un processo di tale portata porta con sé qualche inevitabile piccolo problema.

Come se lo stato di incertezza di studenti, famiglie e istituti scolastici nel loro complesso, come se la prospettiva di sprecare ingenti somme nella pubblicazione di testi che nascono obsoleti e inadeguati non fossero che banali smagliature di uno splendido tessuto che merita l’ ammirazione di tutti.

Noi pensiamo invece che in questo modo, ancora una volta, il MIUR sacrifica i diritti degli studenti e le esigenze delle scuole a mere azioni propagandistiche.

Il MIUR comunque rassicura che, la circolare che regolamenterà l’adozione dei libri di testo per l’a.s. 2011/2012 non mancherà di tener presenti le esigenze derivanti dall’avvio della riforma Gelmini.

Non depone certo a favore di questa rassicurazione quanto avvenuto nella scuola primaria dove il riordino è stato appena avviato. Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati rappresentati anche i disagi e le difficoltà della scuola primaria in ordine alla questione dei libri di testo.

Non si capisce, all’origine, perché il blocco delle adozioni, provvedimento nato per contenere la spesa delle famiglie, abbia compreso anche la scuola primaria dove la spesa per i libri è a carico dello Stato.

E’ stato poi fatto presente che la circolare che disciplina la materia per l’anno in corso – e che rafforza il vincolo quinquennale (sessennale per gli altri ordini di scuola) – viene in molti casi applicata in modo ulteriormente restrittivo e sostanzialmente lesivo della libertà d’insegnamento e delle prerogative dell’autonomia scolastica.

Su questo punto il MIUR ha invitato a segnalare puntualmente i casi in cui ciò avvenga.

L’incontro, che ha avuto un carattere meramente interlocutorio, ha messo in evidenza una volta di più la volontà del MIUR di scaricare sulle spalle di studenti, genitori e docenti tutti i disagi e le difficoltà che derivano dall’imposizione dei provvedimenti in cantiere.

La FLC, pur apprezzando l’elemento di metodo insito nell’aver accettato un momento di confronto, non può che esprimere la profonda insoddisfazione per quel che riguarda il merito dei contenuti affrontati.

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