Lettera aperta ai 500 lavoratori della scuola di Modena firmatari dell’appello per lo sciopero degli scrutini di Giugno

Care colleghe, cari colleghi

il Coordinamento Precari della Scuola di Modena ha avviato, un mese fa circa, una campagna raccolta firme tra i lavoratori della scuola per chiedere alle organizzazioni sindacali presenti nella nostra provincia di proclamare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini di giugno. L’appello è stato sottoscritto da oltre 500 lavoratori (trovate sotto l’elenco completo). E’ emerso un parere favorevole allo sciopero in assemblee (Rsu o autoconvocate) di vari istituti della provincia: l’assemblea Rsu del Liceo Fanti, l’assemblea Rsu dell’istituto Selmi, l’assemblea autoconvocata dei docenti dell’istituto Cattaneo di Modena, l’assemblea Rsu dell’istituo Baggi di Sassuolo, l’assemblea Rsu dell’istituto Paradisi/Liceo Allegretti di Vignola (che ha anche espresso voto favorevole a un ordine del giorno in cui si dichiara l’adesione ai due giorni di sciopero: lo alleghiamo a questa lettera). Aggiungiamo che, in occasione della giornata di mobilitazione del 20 maggio, un’assemblea di 700 lavoratori della scuola ha letteralmente acclamato la richiesta di sciopero degli scrutini.
E’ nostro dovere fare un bilancio di questa campagna e darvi indicazioni circa l’organizzazione dello sciopero stesso: di fronte al massacro della scuola pubblica solo risposte forti, come il blocco degli scrutini, possono strappare risultati.

I tagli nella nostra provincia e l’attacco ai lavoratori della scuola

Sono ormai ufficiali i dati dei tagli per la provincia di Modena: tra un mese saranno circa 400 i precari della scuola che diventeranno disoccupati. E’ previsto per il prossimo anno scolastico il taglio di 213 cattedre nella provincia di Modena (128 solo alle Superiori), che corrispondono al licenziamento di almeno 300 insegnanti precari (se si considera il fatto che molti precari lavorano su spezzoni di ore e non su cattedra). A questi vanno aggiunti i 651 posti in meno per il personale Ata in Emilia Romagna (presumibilmente almeno 150 licenziamenti di personale Ata nella nostra provincia). Non solo: si annuncia la definitiva cancellazione delle graduatorie ad esaurimento, che verranno sostituite con albi regionali a cui i presidi potranno attingere con discrezionalità, senza più prospettive di assunzione in ruolo: nella peggiore delle ipotesi i precari diventeranno disoccupati tra un mese, nella migliore saranno precari a vita. Per i lavoratori precari, in altre parole, si tratta di questione di vita o di morte: l’ultima speranza che ci resta per respingere i tagli è, insieme alla mobilitazione permanente del personale della scuola, la buona riuscita dello sciopero degli scrutini.
Ma l’attacco non riguarda solo i precari, ma anche il personale di ruolo. Per fare un solo esempio, la cosiddetta riforma delle Scuola Superiori (di fatto, un taglio indiscriminato di ore di lezione, che nei tecnici e nei professionali verrà applicato fino al quarto anno) comporterà notevoli disagi per tutti i lavoratori: esuberi, trasferimenti, snaturamento delle discipline. Anche studenti e famiglie verranno danneggiati: si troveranno a completare un percorso di studi diverso da quello scelto, con la decurtazione delle ore di laboratorio e di discipline importanti per la loro formazione.
Ma non finisce qui. In questi giorni il ministro Tremonti ha annunciato l’intenzione di fare cassa – 25 miliardi di euro – sulle spalle dei lavoratori del pubblico impiego: blocco degli scatti di anzianità anche per il personale di ruolo (con la conseguente perdita di stipendio tra i 1500 e i 3000 euro su base annua), introduzione del licenziamento facile anche tra i lavoratori del pubblico impiego (si veda il decreto Brunetta, che verrà esteso anche alla Scuola, che prevede un 25% obbligatorio di personale sottopagato e licenziabile a discrezione dei dirigenti), chiusura delle finestre delle pensioni.
E questo è solo un primo assaggio di quello che ci aspetta: lo stesso Tremonti ha dichiarato che la manovra non sarà sufficiente e si annunciano nuovi sacrifici per i lavoratori. I lavoratori devono respingere questo attacco! L’esperienza dimostra che solo con forme di lotta incisive è possibile rispedire al mittente attacchi di una tale pesantezza e rivendicare migliori condizioni di lavoro. Per questo abbiamo chiesto alle organizzazioni sindacali di difenderci e di proclamare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini di giugno: in passato, il blocco degli scrutini ha permesso ai lavoratori della scuola di ottenere risultati concreti. Molti di voi se lo ricorderanno.

Lo sciopero degli scrutini è stato proclamato da Cobas, RdB e Usi. La Gilda di Modena lo sostiene. Vergognoso il rifiuto delle altre organizzazioni sindacali.

Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena ringrazia i sindacati di base (Cobas, RdB e Usi) per aver proclamato due giorni di sciopero degli scrutini (7 e 8 giugno). La legge 146 del 1990 ha reso infatti difficilmente praticabile il vero e proprio blocco degli scrutini: è, tuttavia, possibile, senza sanzioni di alcun tipo (né disciplinari, né pecuniarie), effettuare due giorni di sciopero in occasione degli scrutini finali, purché non vengano coinvolte le classi terminali. Si tratta di un’azione che, se ben organizzata nelle scuole, può essere incisiva: sicuramente più incisiva di uno sciopero ordinario (abbiamo visto che il governo ha sistematicamente ignorato gli scioperi degli ultimi due anni).
Anche grazie alla raccolta firme promossa dal Coordinamento Precari della Scuola di Modena, la Gilda di Modena ha deciso di sostenere lo sciopero stesso (anche se la Gilda a livello nazionale non lo ha indetto). Riteniamo positiva questa presa di posizione (nonostante la mancata indizione), espressa pubblicamente dai rappresentanti provinciali della Gilda: sicuramente si tratta di una possibilità in più per la buona riuscita dello sciopero (la Gilda a Modena conta numerosi iscritti).
Diversamente, riteniamo vergognosa la risposta data dalle direzioni provinciali della Flc Cgil, della Cisl, della Uil e dello Snals alla nostra richiesta. Non solo hanno ignorato le 500 firme dichiarandosi indisponibili a proclamare lo sciopero stesso ma, soprattutto, stanno in queste settimane operando un boicottaggio attivo dello sciopero stesso, mandando circolari nelle scuole in cui esplicitano la loro contrarietà allo sciopero (per la gioia dei presidi), in questo dimostrando di ritrovare una perfetta unità sindacale. I rappresentanti dello Snals, della Cisl e della Uil – dopo essere stati per due anni seduti al tavolo del governo, non aver proclamato nemmeno uno sciopero e aver portato a casa 180 mila licenziamenti – oggi ci spiegano che “lo sciopero è inutile”: è evidente a tutti noi, soprattutto a noi precari destinati alla disoccupazione, quanto invece è stata “utile” l’azione di questi sindacati. Addirittura la Cisl suggerisce ai presidi di spostare le date degli scrutini (cosa in realtà illegale e sanzionabile). Ma non è stato da meno il segretario provinciale della Flc Cgil, Stefano Colombini, che, all’indomani dell’incontro coi rappresentanti del Coordinamento Precari della Scuola di Modena (che gli hanno consegnato le 500 firme, in gran parte di iscritti alla Cgil), ha mandato in tutte le scuole della provincia una circolare pubblica in cui definisce lo sciopero degli scrutini “la fantastica trovata di qualcuno”. Non bastasse, è arrivata un’altra circolare della Flc Cgil di Modena in cui si ricorda che la Flc Cgil non sostiene lo sciopero perché “divide i lavoratori”. Ci chiediamo quali interessi abbia la direzione provinciale Flc Cgil da difendere tanto da essere così solerte nel far sapere ai presidi, al ministero dell’istruzione e al governo Berlusconi che è contraria allo sciopero richiesto dai coordinamenti precari di tutta Italia. Sicuramente, gli interessi che difende non sono quelli dei 400 precari che rischiano, tra un mese, di perdere il posto di lavoro. Come abbiamo scritto in un volantino: non vi chiedevamo di assumerci, ma di indire uno sciopero! Vorremmo che provaste a immaginare una fabbrica, dove 400 lavoratori rischiano il licenziamento. I lavoratori, riuniti in assemblea, chiedono ai sindacati di indire uno sciopero… e il sindacato affigge in bacheca una lettera pubblica (letta anche da chi vuole licenziare quei lavoratori) in cui definisce “inutile” o “fantastica trovata di qualcuno” lo sciopero richiesto, per la gioia di chi licenzia. Ecco quello che è successo a noi. La Flc Cgil di Modena annuncia la nascita di un coordinamento precari Flc Cgil: chiediamo a tutti i precari iscritti alla Cgil che ne faranno parte di prendere pubblicamente posizione questo vergognoso attacco ai danni dei precari che rischiano il licenziamento.

Lo sciopero può e deve riuscire comunque! Ecco come organizzarsi.

Lo sciopero è stato indetto. E’ importante che tutti i lavoratori firmino per presa visione la circolare in cui ne viene data comunicazione (non è necessario scrivere che si aderisce, basta firmare per presa visione).
Basta che un solo insegnante scioperi in uno scrutinio ed è obbligatorio, per i presidi, rimandare lo scrutinio stesso (nessun insegnante può sostituire un collega che aderisce allo sciopero degli scrutini!).
E’ possibile aderire all’intera giornata di sciopero (cosa che può fare utilmente il personale Ata, ostacolando in questo modo lo svolgimento degli scrutini) oppure astenersi solo dall’attività di scrutinio (sciopero breve), con una trattenuta pari all’effettiva durata prevista dello scrutinio (17,5 euro l’ora). E’ utile organizzarsi in modo da suddividere le spese (anche istituendo una “cassa di resistenza”: ad esempio, i colleghi che non hanno scrutini in quel giorno, possono dare un contributo ai colleghi che bloccano più scrutini o al personale Ata).
I presidi non possono spostare le date degli scrutini! Si tratterebbe di attività antisindacale! Nel caso in cui ciò avvenisse, vi chiediamo di segnalarcelo (precariscuolamo@gmail.com): provvederemo a denunciare il fatto. Vi ricordiamo anche che non c’è alcun obbligo di consegnare i voti prima dello scrutinio stesso (nonostante i presidi lo richiedano per agevolare i lavori: ma in questo frangente non ci sembra sia il caso di agevolare alcunché).
Uno degli argomenti che i presidi usano è “che tanto lo scrutinio verrà riconvocato entro 5 giorni”. Questo è vero: ciò non toglie che se avrà un’adesione di massa potrà creare disagi notevoli e creare seri problemi al governo. E’ anche vero che se in una scuola esiste una disponibilità da parte dei lavoratori, è possibile – col sostegno dei sindacati che hanno indetto lo sciopero – indire un nuovo sciopero in occasione della nuova riconvocazione degli scrutini. In questo caso si passerebbe a un vero e proprio blocco degli scrutini, che è sanzionato dalla legge. Le sanzioni possono arrivare fino a 500 euro al giorno per il singolo lavoratore e alcune migliaia di euro per le organizzazioni sindacali, ma in nessun caso può comportare il licenziamento del lavoratore (né tantomeno, ovviamente, sanzioni penali).

Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena fa appello a tutte le organizzazioni sindacali che sostengono lo sciopero degli scrutini di giugno a organizzare, in questa settimana, in vista dello sciopero degli scrutini del 7 e 8 giugno, assemblee e riunioni per fare in modo che l’azione sia il più incisiva possibile.

CONTATTI

precariscuolamo@gmail.com
www.precariscuolamodena.wordpress.com

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