Diritto all’istruzione e finanziamento pubblico: un investimento e non un costo

A distanza di dieci anni dal varo dell’autonomia scolastica, la situazione dei finanziamenti pubblici al sistema di istruzione è resa drammatica dalla riduzione dei fondi e dall’aumento delle difficoltà nella gestione dei flussi tra centro e periferia. Le scuole avrebbero invece bisogno di certezza delle risorse economiche per programmare l’offerta formativa e di maggiore trasparenza nei flussi di spesa.

Il finanziamento pubblico dell’offerta formativa non deve essere considerato un centro di spesa su cui operare tagli, ma un’opportunità di investimento per qualificare tutto il sistema dei servizi per l’istruzione e la formazione. La realtà delle scuole è sotto gli occhi di tutti. C’è bisogno di cambiamenti radicali.

I finanziamenti pubblici sono la condizione per garantire il diritto all’istruzione, tutelato dalla Costituzione, per questo le proposte che la FLC CGIL presenta sono un’alternativa ai cambiamenti del quadro normativo proposti dal governo, in particolare a quel federalismo fiscale che accentua le disuguaglianze tra il nord e il sud del Paese e crea i presupposti per la rottura della dimensione unitaria del sistema di istruzione nazionale. Questo quadro potrebbe peggiorare con l’applicazione della legge 196/2009 sulla contabilità pubblica, che, prevede nel giro di tre anni il passaggio al bilancio di cassa anche per la scuola.

La FLC ha contrastato questa deriva sia sul piano della mobilitazione, che su quello vertenziale.

Il seminario del 26 maggio servirà per fare il punto sulla situazione, coinvolgere le associazioni e le forze politiche che sono state invitate all’iniziativa, per presentare le proposte della FLC e per mettere in campo nuove mobilitazioni.

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