Dallo stipendificio, una storia di ordinaria umanità e dedizione

Qualche giorno fa, un bambino di 10 anni di Napoli ha colpito una maestra con un calcio, spappolandole la milza. La stampa ha riportato che la maestra e suo marito, anch’egli insegnante, hanno avuto parole di perdono e comprensione per l’alunno, definito “troppo piccolo per essere colpevole”.

Il marito ha aggiunto: «Questo bambino va accolto, dopo quello che è successo, un po’ da tutti . È successo qualcosa che non doveva accadere. Ma io ho subito letto in questo episodio un campanello di allarme. Questi bambini hanno bisogno di tante cose, di tante persone che li aiutino a crescere».

Sarebbe facile cogliere l’occasione per esporre le rimostranze contro la campagna di veleni che ha accompagnato la riduzione della spesa in tutto il pubblico impiego e, in particolare, nella scuola, con la rappresentazione di quest’ultima in termini di stipendificio e dei dipendenti pubblici in generale come fannulloni.

Non lo faremo.

Sappiamo bene che non tutti i docenti sono all’altezza di questo esempio di umanità e dedizione. Ma neanche tutti i politici sono Mazzini o Cavour.

(ripreso da Newsletter CISL Scuola LAZIO)

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