Congresso Cgil. Rodotà: la conoscenza è un bene comune

Diritto di accesso all’informazione e a la conoscenza, pericoli per la democrazia, attacco alla Costituzione tra i temi toccati nell’intervento. L’insofferenza del governo verso tutto ciò che non controlla e l’attacco alla piccola editoria.

La preoccupazione dello stato dell’informazione nel nostro paese è stata al centro dell’intervento di Stefano Rodotà, professore emerito di diritto civile, al congresso della Cgil. Mortificazione inquietudine, queste le parole usate in riferimento alle dichiarazioni di Berlusconi sulla “troppa” libertà di stampa in Italia e in riferimento al disegno di legge sulle intercettazioni. La tutela della riservatezza è un pretesto per limitare o cancellare i diritti di informazione.

Rodotà ha parlato di mutamento di regime che avviene con l’erosione continua dei fondamenti di un’organizzazione sociale democratica e quando si tenta di spegnere gli anticorpi democratici. Le annunciate riforme che apparentemente riguardano la seconda parte della Costituzione, in realtà modificano pesantemente la prima, con uno stillicidio di provvedimenti, piccoli ma devastanti. Il governo dimostra un’insofferenza verso tutto ciò che non controlla. Si spiegano così i provvedimenti che colpiscono la piccola editoria, i giornali minori, dove si annida la critica e l’opposizione. E da questa insofferenza nasce anche la mortificazione della conoscenza, dalla scuola elementare all’università, alla ricerca. I paesi avanzati investono in ricerca e questo ha importanti ricadute anche economiche. In Italia si propone che i Consigli di amministrazione delle università siano sottoposti alle logiche dell’impresa, che con lo studio e la ricerca universitaria non c’entra niente. Dietro questa ristrutturazione c’è un attacco ai diritti.

Negando ai cittadini il diritto di accesso all’informazione, alla conoscenza, alla partecipazione anche attraverso la rete, si regredisce nell’incultura. La conoscenza è fondamentale per deliberare ha detto Rodotà, citando Einaudi. Da noi, al momento del voto, i cittadini subiscono un’informazione pilotata dall’occupazione militare del sistema informativo da parte del presidente del consiglio.

Dopo avere criticato la spettacolarizzazione della politica e della cultura, laddove l’immagine deforma i contenuti, la rappresentazione si mangia la rappresentanza, ha concluso affermando che la conoscenza è un bene comune e ha invitato alla mobilitazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *