Mobilità 2010 2011: il MAE blocca i trasferimenti a domanda. Così si rischia di mandare in tilt l’intero sistema

In merito all’ argomento Mobilità 2010 2011 riportiamo una nota della Cgil Scuola.

Con messaggio del 4 maggio 2010, n. p. 267/P/Mae 0157575, inviato alle sedi e alle Organizzazioni sindacali per conoscenza l’ufficio IV della DGPCC ha annunciato che le determinazioni inerenti i trasferimenti a domanda saranno comunicate prossimamente e che per il momento si da seguito solo ai trasferimenti d’ufficio e ai trasferimenti nell’ambito della circoscrizione consolare di servizio qualora non comportino oneri per l’Amministrazione.

Si tratta di un provvedimento, per certi versi annunciato, che abbiamo avuto modo di commentare in una nostra precedente notizia e che, qualora dovesse essere confermato, determinerebbe il blocco delle operazioni di mobilità tra sede estere.

Per il MAE la motivazione è apparentemente semplice: il capitolo relativo ai viaggi di trasferimento è vuoto e/o comunque non è in grado di assicurare gli importi dovuti (art. 665 D.Lvo 297/94) al personale che si trasferisce a domanda in un’altra sede estera. A questo proposito c’è da interrogarsi seriamente sul perché alcuni capitoli di bilancio imputabili, diciamo così, alla gestione delle scuole e delle iniziative italiane all’estero sono stati svuotati o fortemente ridimensionati dalla Finanziaria senza alcuna reazione da parte del MAE? Questo è avvenuto per i capitoli di bilancio relativi all’indizione delle prove di accertamento linguistico, per quello relativo alle risorse per il funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche, per quello relativo alla formazione e, ovviamente, anche per quello relativo ai viaggi di trasferimento.

Se a tutto questo si aggiungono le decisioni assunte in relazione al contingente 2010/2011che hanno visto complessivamente la perdita in organico di un numero consistenti di posti – oltre 80 a cui si aggiungono quelli congelabili – per effetto di una drastica riduzione delle somme destinate a coprire gli assegni di sede, il quadro è abbastanza chiaro.

Questo Ministero, questo Ministro e questo Governo, non potendo operare per via legislativa, vogliono, di fatto, smantellare l’intero sistema delle scuole e delle iniziative scolastiche statali italiane all’estero diminuendo drasticamente e scientificamente tutte le risorse che necessitano al sistema scolastico statale all’estero per il suo mantenimento e per il suo funzionamento ordinario. Lo dimostra il fatto che le risorse destinate alle scuole non statali e agli altri soggetti di cui alla legge 153/71 sono rimaste pressoché intatte in questi ultimi anni.

Questa politica, analogamente a quella portata avanti in territorio metropolitano dall’asse Tremonti/Gelmini, mira ovviamente, agendo sul versante economico, a ridurre drasticamente gli interventi diretti dello stato a sostegno delle scuole e iniziative scolastiche statali mediante l’impoverimento dell’offerta formativa e i tagli di spesa.

E’ innegabile che così facendo si vuole mandare il sistema scolastico pubblico in tilt per poi poter rilanciare l’dea di una soluzione privatistica diffusa dell’intero sistema.

Del resto il blocco dei trasferimenti, se confermato, innescherà una reazione a catena tale da imballare il tutto ivi comprese le nuove nomine proprio perché compromette e viola non soltanto i diritti individuali e soggettivi ma anche quelli oggettivi e collettivi.

Per quanto ci riguarda la FLC CGIL non lascerà niente di intentato per impedire che il disegno neoconservatore del Mae porti il sistema scolastico italiano all’estero ad una inaccettabile deriva.

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