Regolamento scuola

Regolamento Scuola secondaria superiore: unica strategia i tagli.
Le organizzazioni sindacali sono state convocate nella serata di ieri dal Ministro Gelmini per una informativa sul regolamento scuola che dovrebbero essere approvati in seconda lettura nel Consiglio dei Ministri di oggi, 4 febbraio 2010.

All’incontro però, convocato in tutta fretta, dopo la richiesta unitaria, Il Ministro non si è visto, perchè impegnata a votare alla Camera il “legittimo impedimento”.

Il sottosegretario Pizza ha fatto gli onori di casa,alla presenza dei consiglieri del Ministro e dei dirigenti del Miur.

Le anticipazioni, verbali, che ci sono state fornite sulle versioni che saranno sottoposte, in seconda lettura, al Consiglio dei Ministri di oggi, non si discostano da quelle iniziali se non per alcuni aspetti marginali e per l’avvio della “riforma” dalle sole prime classi.

Quest’ultima era una delle richieste della FLC confermata dai vari pareri, ma la modalità con la quale sarà attuata rende ancora più forte la nostra opposizione: resta ferma la riduzione oraria indiscriminata nelle classi successive alle prime, ma solo per i tecnici e i professionali.

Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l’obbligo di istruzione: si conferma, al contrario, un biennio dei licei a sole 27 ore; né si incrementano le ore di laboratorio del biennio iniziale di tecnici e professionali, come richiesto dal Parlamento.


Non si modifica il numero di licei musicali definito in modo astratto in soli 40; si trasloca il liceo scientifico tecnologico nel sistema di licei, di cui però si modifica il nome, diventerà il liceo delle scienze applicate, cancellandone tutte le caratteristiche laboratoriali e sperimentali. Vengono previste ulteriori e diverse articolazioni degli indirizzi degli istituti tecnici e professionali.

In estrema sintesi di seguito le modifiche che sarebbero apportate al testo rispetto a quello passato in prima lettura al Consiglio dei Ministri ( il condizionale è d’obbligo perché nessun testo scritto è stato consegnato e perché l’Amministrazione ha dichiarato che potrebbero essere possibili altre modifiche):

•Sarà resa facoltativa l’istituzione dei dipartimenti e del comitato scientifico in quanto il Consiglio di Stato è stato perentorio nel dichiararli fuori dalla delega e in contrasto con le norme sull’autonomia organizzativa delle scuole
•Si modifica la struttura interna dei bienni iniziali dei licei, in cui si prevedono 66 h annue, per il primo e per il secondo anno, di scienze naturali, al posto di discipline diverse a seconda dei licei
•Il liceo delle scienze umane pare sarà quello più modificato; in particolare nel biennio iniziale sono previste 66 h di diritto ed economia, a scapito fra l’altro della seconda lingua straniera; così come per il liceo economico si prevedono 99 h annue per 5 anni, sempre di diritto ed economia
•Si conferma l’accorpamento di storia e geografia, con un orario di 99 h
•E’ prevista la possibilità delle confluenza degli istituti d’arte verso gli istituti professionali piuttosto che verso il licei artistici ( sarà la programmazione regionale a decidere?)
•Ci sarà un incremento degli indirizzi dei licei artistici (da 3 a 6 indirizzi), degli istituti tecnici (ex commercio estero, programmatori, agroalimentare, enologia, geotecnica…) e istituti professionali (odontotecnici, ottici, ex istituti d’arte…)
•Per gli istituti tecnici, si parte con i nuovi modelli orari e ordinamentali solo per le prime classi, ma dalla seconda alla quarta classe si adotterà l’orario settimanale a 32 h, ad ordinamenti vigenti
•Per le classi successive alla prima, le articolazioni delle cattedre saranno definite successivamente, ma sono già stabiliti i criteri da seguire: saranno ridotte le discipline con un carico orario pari o superiore alle 99 h; nessuna disciplina potrà essere ridotta più del 20%
•Così come le seconde e le terze classi degli istituti professionali dovrebbero avere dal prossimo settembre un orario settimanale a 34 h
•Dato il ritardo nella formalizzazione delle nuove, 21 qualifiche professionali, concordate in Conferenza Unificata ma ancora non formalizzata e data la sospensione dell’attività legislativa regionale, per effetto della scadenza elettorale, ci sarà un regime surrogatorio molto esteso, per cui ci sarà la prosecuzione automatica delle attuali qualifiche triennali statali, fino alle delibere regionali che regolamenteranno le nuove qualifiche
•Comunque il passaggio al nuovo ordinamento, almeno per gli istituti professionali, sarà regolato da Linee Guida
•L’assegnazione delle cattedre per il 2010/11 avverrà ancora con le vecchie classi di concorso
Insomma, rispetto al primo testo, ci saranno alcuni aggiustamenti, ma la struttura e la sostanza non cambia, e certo non sono accolte, se non in minima parte, le osservazioni e le condizioni poste nei pareri di Camera , Senato, CNPI!

Il dato più evidente è l’accentuazione della separatezza tra il sistema dei licei, considerata “la” scuola e gli istituti tecnici e professionali, e di una chiara discriminazione sul versante dei diritti.

I licei, infatti, manterranno la loro struttura nelle classi successive alla prima, mentre i tecnici e i professionali perderanno ore, in particolare nelle materie professionalizzanti.

A percorso formativo abbondantemente iniziato negli anni precedenti, gli studenti degli istituti tecnici e dei professionali, vedranno stravolto quello scelto inizialmente, con buona pace dei propri diritti a vedere rispettata la scelta iniziale.

Si potrebbe forse parlare di una scelta classista, dal sapore antico, che pensavamo superato!

Si prospetta una situazione ordinamentale molto più confusa e sfilacciata che determinerà ancora maggiori difficoltà alle scuole nella predisposizione dei piani dell’offerta formativa e non garantirà un quadro certo per le scelte di studenti e genitori.

Anche per quanto riguarda tutti i provvedimenti successivi, per i quali il Consiglio di Stato ha imposto l’adozione con atti regolamentari, la situazione è nella totale incertezza.

La sostanza è che, malgrado i pareri e le condizioni poste nei vari passaggi dai diversi soggetti, istituzionali e sociali, l’unico principio rispettato è quello dei tagli imposti da Tremonti e previsti dalla legge 133/08.

Non ci rassegniamo a vedere destrutturata e ridotta così pesantemente la scuola secondaria che di tutto aveva bisogno tranne che di essere taglieggiata, per corrispondere ad un’unica esigenza, il risparmio: questa che sta per essere approvata è macelleria culturale e sociale, in cui i deboli saranno sempre più deboli e gli altri saranno sempre più forti, per non parlare del personale, bistrattato e denigrato nella sua professionalità.

L’assemblea nazionale sulla scuola superiore prevista a Roma per il 17 febbraio prossimo e lo sciopero del 12 marzo saranno importanti appuntamenti per sostenere le nostre posizioni e respingere questo ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del sistema pubblico dell’istruzione.

Via: www.flcgil.it

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