Riforma superiori

Quasi 100 mila insegnandi aderiscono, in merito alla riforma superiori, alla protesta della Gilda.

Grande successo per l’iniziativa di protesta nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per chiedere al governo il rinvio della riforma della scuola superiore, ribadire un netto no alla politica dei tagli, rivendicare l’assunzione dei precari e il rinnovo del contratto. Circa 100mila docenti, infatti, hanno aderito alle centinaia di assemblee convocate oggi in moltissimi istituti di tutta Italia e che hanno paralizzato le attività didattiche per tutta la mattinata.

“Le preoccupazioni degli insegnanti – spiega il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, che questa mattina ha partecipato alle assemblee promosse dalla Gilda di Milano al liceo Carducci – non riguardano solo il loro destino, ma anche quello dell’intero sistema dell’istruzione che rischia di sprofondare nel caos totale. L’incertezza sulle modalità con cui sarà riorganizzato il secondo ciclo – continua Di Meglio – non è tollerabile e i docenti italiani, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con dedizione e grande senso di responsabilità, si chiedono allarmati con quali orari, quali programmi e quali insegnanti il governo intende applicare questa riforma. Interrogativi che acquistano una forza ancora maggiore – sottolinea il coordinatore nazionale – alla luce dei pareri espressi sui regolamenti dalle commissioni parlamentari e dei rilievi avanzati dal Consiglio di Stato.


E la folla di docenti, di ruolo e precari, di tutti gli ordini e gradi, che oggi ha gremito l’aula magna del liceo Carducci di Milano e tutte le altre scuole dove si sono svolte le assemblee, non può non rappresentare un segnale forte per il governo. Posticipare di un anno l’avvio della riforma – conclude Di Meglio – significa dimostrare di avere davvero a cuore il futuro della scuola italiana”.

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