Archivio mensile:gennaio 2010

Formazione docenti

Giornata di formazione docenti e mediatori.

L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Valle d’Aosta informa che martedì 2 febbraio 2010, a partire dalle ore 9.00, nell’auditorium dell’Istituto Tecnico per Geometri di Aosta, si terrà – nell’ambito delle attività di aggiornamento organizzate dal Dipartimento Sovraintendenza agli studi, Ufficio Supporto Autonomia Scolastica, Area Educazione multiculturale dell’Assessorato istruzione e cultura – una giornata di formazione/ricerca dal titolo: Prospettive interculturali nell’educazione: teorie e pratiche.

La giornata sarà condotta, alternando attività in seduta plenaria ad attività di tipo laboratoriale, da Francesco Susi, Professore ordinario di Storia della scuola e delle istituzioni educative e di Pedagogia interculturale, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e Presidente della Conferenza Nazionale Permanente dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione, da Massimiliano Fiorucci, Professore Associato di Pedagogia generale e Sociale della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del CREIFOS (Centro di Ricerca sull’Educazione Interculturale e sulla Formazione allo Sviluppo) e da Marco Catarci, ricercatore e docente di Pedagogia sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del CREIFOS.


L’iniziativa, che ha ottenuto un significativo riscontro tra i docenti valdostani e i mediatori interculturali (13 docenti della scuola dell’infanzia, 14 della primaria, 16 della secondaria di primo grado, 13 della secondaria di secondo grado e 12 mediatori per un totale di 68 partecipanti), ha lo scopo di proseguire il confronto già intrapreso negli anni precedenti, anche attraverso prassi di accoglienza e di integrazione consolidate, intorno al tema delle prospettive interculturali nell’educazione. L’attività laboratoriale prevede inoltre di avviare una rilettura in chiave interculturale dei saperi insegnati a scuola nella prospettiva di passare a una didattica delle discipline che permetta di sviluppare l’educazione interculturale, più in generale, concependola nella forma di una nuova educazione alla cittadinanza.

In Valle d’Aosta si promuove lo sport nella scuola

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO CLASSES DE NEIGE

L’Assessorato dell’istruzione e cultura informa che mercoledì 3 febbraio 2010, alle ore 17.30,nel Salone delle manifestazioni di Palazzo regionale ad Aosta, sarà presentato il Progetto Classes de neige – Sezioni di istituzioni scolastiche destinate agli studenti sciatori per un “Sistema Valle d’Aosta” rivolto a studenti-atleti che praticano sport invernali.

«L’Assessorato istruzione e cultura – dichiara l’Assessore Laurent Viérin – ha voluto e promosso il progetto Classes de neige, che partirà con l’anno scolastico 2010/2011, per valorizzare gli sport della neve e il loro legame con il territorio e coniugare sport e scuola fino a farli diventare veri compagni di banco. L’adesione alla proposta di sette realtà scolastiche pilota, dislocate su tutto il territorio regionale, è fonte di grande soddisfazione e dimostra la validità del fare rete per creare un sistema Valle d’Aosta rivolto a studenti-atleti degli sport invernali, unito alla volontà di sfruttare appieno tutte le tecnologie e le innovazioni della società moderna in risposta alle esigenze formative valdostane».


Fantasia e creatività a scuola

XX edizione del Premio ‘Fantasilandia: Creatività e Fantasia a Scuola’

Un concorso che valorizza il patrimonio di originalità creativa nato all’interno delle nostre scuole

Il Centro Studi Fantasilandia di Siano (Salerno) organizza la XX edizione del Premio “Creatività e Fantasia a Scuola”, un concorso nazionale rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I grado.

Nata nel 1990, questa iniziativa intende promuovere una rivalutazione della produzione dei ragazzi delle scuole elementari e medie, incentivando lo sviluppo della creatività, del “pensiero laterale” e della fantasia. Troppo spesso i bambini vengono considerati solo dei fruitori passivi di media: in realtà in classe si rivelano essere dei dinamici produttori di cultura, grazie soprattutto all’impegno di docenti intelligenti e capaci che danno vita ad attività innovative. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la scuola non sa poi valorizzare adeguatamente i lavori frutto di tali attività, sia per mancanza di fondi sia perché gli elaborati degli alunni vengono troppo spesso sottovalutati.

Il concorso è a tema libero, per favorire una cultura che non abbia vincoli di nessun genere e per permettere un’autentica espressione del mondo e delle potenzialità dei più giovani. Possono essere realizzati prodotti originali individuali o di gruppo presentati su qualsiasi supporto: in forma scritta (elaborati in versi, in prosa, limerick, filastrocche, giochi di parole, giornalini di classe), musicata, grafico-pittorica (disegni, fumetti, ecc.). Ma possono essere creati anche lavori in legno o in ceramica, oppure audio, video, prodotti multimediali.

Il termine ultimo per l’invio delle opere è il 5 marzo 2010 e il premio in palio per la scuola che avrà inviato i lavori più creativi ed originali è di mille euro. Sono previsti riconoscimenti per quei docenti che invieranno le migliori relazioni illustrative sulle esperienze didattiche realizzate e sulle possibili strategie individuate per sviluppare in classe la creatività dei ragazzi. I lavori migliori saranno poi raccolti in un libro che sarà distribuito gratuitamente alle scuole partecipanti.

La manifestazione finale, che si terrà a Siano (SA) dal 27 al 29 maggio 2010 in occasione del “Festival del Racconto per Ragazzi”, prevede la premiazione delle scuole vincitrici e l’allestimento della “Mostra della Fantasia”, con l’esposizione di tutti i lavori inviati. In tale occasione una delegazione della scuola vincitrice sarà ospite dell’organizzazione. Il programma della manifestazione sarà presto disponibile sul sito www.fantasilandia.net .

Anche quest’anno il Premio prevede una sezione speciale chiamata “La paura e la speranza” rivolta a tutti gli insegnanti che hanno dovuto elaborare strategie per aiutare gli alunni che hanno vissuto situazioni drammatiche conseguenti a perdite e lutti familiari, ad eventi sociali tragici o a calamità naturali. Tale sezione si pone l’obiettivo di raccogliere e valorizzare tutto il materiale espressivo prodotto da questi bambini e al contempo di valorizzare il lavoro svolto dagli insegnanti che hanno dovuto affrontare queste delicate situazioni. I docenti interessati potranno inviare il materiale, corredato da una relazione esplicativa sul lavoro svolto, all’indirizzo Centro Studi Fantasilandia – via Aia n° 15 – 84088 Siano (SA) scrivendo sulla busta insieme al titolo del concorso anche la dicitura – Sezione speciale “La Paura e la Speranza”.

Scarica il bando di concorso:
Bando_di_concorso_XX_edizione.pdf


Riforma Licei

Riportiamo le considerazioni del Miur sulla Riforma Licei.

La riforma dei licei, perché e come
E’ opportuno, per accompagnare la “navigazione”, indicare la filosofia che ha sostenuto l’elaborazione del progetto di riforma.
Da un lato, l’assetto dei licei è rimasto in sostanza fermo alla legge Gentile del 1923. Dall’altro, nel tentativo di modernizzarne i percorsi, si è dato il via da quasi 20 anni a una stagione di “sperimentazioni” che ne hanno reso le caratteristiche spesso irriconoscibili. I 51 progetti assistiti dal ministero e i 396 indirizzi sperimentali sono stati concepiti e realizzati per lo più aumentando le discipline e incrementando i quadri orari e hanno battuto una strada diversa e in qualche misura opposta rispetto alle più recenti indicazioni internazionali e alle conclusioni del Quaderno bianco sulla scuola, secondo le quali per avere buoni risultati occorre apprendere un numero circoscritto di materie in maniera approfondita. Ma alcune sperimentazioni hanno dato, grazie alla professionalità di dirigenti scolastici e insegnanti, ottimi risultati e sarebbe sbagliato limitarsi a cancellarle senza dare la possibilità alle istituzioni scolastiche di continuare, in maniera rinnovata, a proporle.
La riforma è stata concepita partendo da quattro idee forza. La prima nasce dalla convinzione che il liceo vada riformato assieme all’intero secondo ciclo dell’istruzione. Tenendo ferme quelle competenze di base che devono essere raggiunte da tutti i ragazzi anche ai fini del nuovo obbligo di istruzione, è fondamentale diversificare la proposta formativa: i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali, i percorsi di istruzione e formazione professionale sono strade per dare a ciascuno la “sua” scuola, una possibilità qualificata per imparare e mettere a frutto i propri talenti. Non è appiattendo verso il basso e gettando tutto nell’indistinto che si può sconfiggere quel fenomeno di dispersione scolastica che sta interessando ancora troppi ragazzi, solo una proposta capace di motivarli e di farli crescere, anche se puntando su approcci diversi può vincere sugli “abbandoni”.
La seconda idea forza è che l’accumulo di materie e l’appesantimento dei quadri orari hanno spesso come effetto la sindrome “dell’infarinatura”: si crede di sapere un poco di tutto, senza in realtà “conoscere” nulla, si passano sette, otto ore a scuola al giorno di lezione e si torna, a casa senza l’energia per studiare da soli o in gruppo, senza insomma il tempo e la forza per imparare. Meglio allora “alzare l’asticella” su un numero più circoscritto di materie, consentendo a ciascuno di approfondire, rafforzare, riprendere quanto si apprende.
La terza idea forza è che l’autonomia è una risorsa. Per questo le singole scuole hanno ampia possibilità di progettare i percorsi a seconda delle loro caratteristiche e della loro storia, delle professionalità esistenti all’interno dei collegi dei docenti, delle sperimentazioni meglio riuscite, intervenendo sugli orari (in misura variabile, dal 20 al 30%), attivando altre materie elencate in un apposito repertorio, coinvolgendo esperti esterni, collegandosi col territorio e creando reti tra scuole, tra scuole, università, istituzioni culturali, tra scuole e mondo del lavoro.
La quarta idea forza è agganciare tradizione e modernità. Creare nuovi indirizzi che colleghino la cultura liceale al mondo contemporaneo. Prevedere che una materia non linguistica sia insegnata in lingua straniera, ad esempio. O capire che l’informatica e i nuovi media tagliano trasversalmente la didattica e sono strumenti di insegnamento più che una materia a sé. Oppure stabilire che si può apprendere, anche in un percorso liceale, in contesti lavorativi. Sottolineare l’importanza di alcune competenze chiave, secondo quanto ci dice l’Europa, ma recuperare l’importanza delle conoscenze. Leggere e capire l’“Infinito” di Leopardi, ad esempio, ha un valore in sé, può aiutare a far crescere, infatti, quella coscienza critica di sé e della realtà che è sicuramente uno degli obiettivi da raggiungere qualsiasi percorso di studi si intraprenda.


Ritornerai, racconto di Alessandra Pernolino

“Cari “pargoli”,

perché sapete che è così che mi piace chiamarvi, abbiamo trascorso un anno intenso, tempestoso, ma magnifico e ricco di sorprese che ora volge al termine. Dobbiamo salutarci, ebbene sì, lo scrivo con una vena di malinconia che, data la vostra giovane età, non comprenderete mai fino infondo.

Vi lascio con una tenerezza immensa nel cuore e, con la speranza profonda, che chi prenderà il mio posto saprà comprendervi ed amarvi così come ho fatto io, con tutti i vostri difetti, le vostre curiosità, i vostri silenzi lunghi ed apparentemente immotivati che, all’inizio dell’anno, mi facevano così tanto “scaldare”.

Vi lascio portando nel cuore i vostri sorrisi, le vostre piccole soddisfazioni, le mie grandi vittorie. Nessuno ci porterà via i ricordi di quest’anno scolastico. Incontrerò tanti altri visi, ascolterò altrettante parole balbettate piano, calpesterò il pavimento di tante altre scuole, ma non potrò mai dimenticare le lacrime di Paolo, durante il compito in classe, i borbotti di Giorgio, quando dovevo interrogare, gli occhi languidi di Martina che si innamorava per la prima volta, le corse nel corridoio per venirvi a “recuperare” al suono della campanella, i vostri panini giganti e la pizza della ricreazione, la recita di Natale ed il vostro trucco da folletti del Polo Nord, la paura per il risultato delle verifiche, i sorrisi immensi davanti ad ogni piccolo progresso, il vostro chiedermi di restare fino a fine anno, le vostre preghiere, come se tutto questo dipendesse dalla mia volontà, le scritte sulla lavagna che mi salutavano, prima di andar via.

Non vi dimenticherò mai. Non vi lascio con richieste o consigli, ma solo con un pensiero: continuate ad essere veri e belli come siete oggi, non smettete mai di credere e di sognare, attendete sempre il meglio da voi stessi e dagli altri, sentitevi tristi, ogni tanto, e sfogate la rabbia nei vostri magici pianti liberatori. Crescete liberi e spontanei e non cercate di essere mai ciò che non siete già, perché la vostra forza risiede proprio nell’essere unici.

Vi abbraccio tutti, ma uno ad uno. ”.

Quando li guardai, i loro occhi erano lucidi. Stranamente, durante la mia lettura, nessuno aveva osato distrarsi, nessuno aveva proferito parola, nessuno aveva smesso, neanche per un istante, di fissare il foglio che avevo tra le mani. In realtà, li aveva stupiti anche il fatto che io, la loro prof, quella che metteva i voti, quella che era molto ben disposta alle critiche, avesse deciso di mettere nero su bianco una frase, delle parole, solo per loro.

Avevo esordito spiegando loro che volevo che sapessero ciò che mi passasse per la testa e che, siccome non ero brava a spiegare i miei sentimenti quanto i versi di Omero, avevo preferito scriverli, perché mi veniva più semplice. Ora, però, sembrava che ci fossimo detti tutto. Sembrava che l’unica cosa che potessi fare fosse alzarmi ed uscire da quell’aula. Mi sentivo svuotata.

Nel silenzio tombale, Giorgio, il più duro, all’apparenza, osò aprir bocca. Ero già pronta a sentire una delle sue frasi ad effetto, di quelle che fanno un rumore di risate e di battute, invece, restai meravigliata nel sentirgli pronunciare solo una parola: “ritornerai”. C’era un mondo dietro quelle lettere. C’era il mio mondo ed il loro che, per una strana alchimia, s’erano trasformati in un legame profondo. C’era la speranza di vedermi, a settembre, con la mia borsa di Mary Poppins ed i miei occhialetti neri per sembrare severa, varcare la porta della loro classe e fare l’appello, il solito appello, chiamandoli per nome, perché i cognomi mi hanno sempre dato l’idea di voler tenere a distanza qualcuno. C’era tutto quello che non era stato in grado di dirmi in un anno. C’era il suo grazie che risuonava in tutto il suo roboante splendore.

Mi commossi. Restai, per la prima volta nella mia vita, muta davanti ad una dichiarazione d’affetto. Erano i miei alunni a farmela. Tutti, anche quelli che erano rimasti in silenzio. Anche quelli che, adesso, si erano sciolti in lacrime. Mai, come in quel momento, sentii il peso di essere precaria. Mai, come allora, avrei voluto fare il Don Chisciotte e proclamare a gran voce che non m’importava di decreti e graduatorie, che non m’interessavano i punti, che mi sarei messa contro anche il Ministero, se fosse stato necessario, ma che sarei rimasta lì. Con loro. Invece, sputai fuori solo un impacciato “grazie”.

A ventotto anni, avevo smesso di sognare. Ero consapevole, perfettamente, che quelli sarebbero stati solo degli alunni, tra i tanti che non avrei mai condotto all’esame di stato. Tra i tanti che avrei visto solo passarmi davanti, ciascuno col proprio bagaglio di insicurezze, di sogni, di paure, di progetti. Solo degli alunni. Quel giorno andai a casa e, durante il viaggio di mezz’ora, ebbi il tempo di riflettere su quanto tutto questo fosse immensamente ingiusto.

La scuola secondaria di primo grado è il momento più importante della vita di un uomo. E’ un ciclo triennale che prepara alla maturazione dell’individuo. Gli insegnanti non sono chiamati solo ad essere dei trasmettitori di cultura, ma devono essere formatori di menti, di coscienze, di cuori. Gli adolescenti, più degli altri, hanno diritto ad avere punti fermi, figure di riferimento che li prendano per mano e li accompagnino lungo tutto il loro percorso di crescita.

Ero stata ingannata. Nei due anni di SSIS, mi ero sentita dire che la continuità scolastica fosse l’arma vincente per garantire un corretto sviluppo psico-pedagogico degli alunni. Tutto fumo. All’atto pratico, le tre classi nelle quali avevo insegnato, in tre anni di carriera, non avevano avuto lo stesso docente per più di un anno. Dov’era la continuità? Si parlava allora solo di contenuti? Non di uomini e donne, di cittadini, di individui, di persone, solo di contenuti.

La rabbia era forte. Mi sembrava di bruciare dentro. Avevo scelto il mio mestiere per un’ardente passione non solo nei confronti delle discipline letterarie, ma per come queste potessero rappresentare una salvezza per i ragazzi, troppo spesso inevitabilmente tentati dal successo e dai soldi, dal gioco e dal divertimento sfrenato, modelli che avevano preso piede in maniera eclatante.

Arrivai a casa e controllai il telefono. C’erano diciassette messaggi. C’erano diciassette “grazie” scritti. Compresi allora che, nonostante tutto, nonostante la tristezza del momento, nonostante la delusione, nonostante le lacrime, ero riuscita ad essere ciò che desideravo diventare, ero stata, per quei ragazzi, per i miei ragazzi, un punto di riferimento, un adulto di cui fidarsi, un veicolo di trasmissione di informazioni che regalano quel qualcosa in più necessario per essere migliori: quell’humanitas propria dei poeti e degli artisti in genere, quella cultura che non si trova solo nei libri di scuola o sui piedistalli dei cattedratici, quel respiro vitale che è proprio delle menti libere.

BREVE SCHEDA BIOGRAFICA: Laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università “La Sapienza di Roma” con tesi in Pedagogia Generale, ho frequentato la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (SSIS), presso l’Università degli Studi del Molise, conseguendo due abilitazioni (Classi A043/50 e A051). Docente di materie letterarie presso gli Istituti Secondari di Primo Grado, sono al mio terzo anno di insegnamento.


Regolamento superiori

L’economia rispetti le ragioni della scuola.

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

Anche la Commissione Istruzione del Senato, a maggioranza, ha espresso parere favorevole sugli schemi di Regolamento per Licei, Istituti tecnici e Istituti Professionali. I tre pareri sono corredati da osservazioni che non si discostano sostanzialmente da quelle già formulate dalla VII Commissione della Camera.

La CISL Scuola non può che ribadire quanto già dichiarato nei giorni scorsi, a partire dall’amara constatazione che, ancora una volta, sono mancate le condizioni per superare anguste logiche di schieramento. L’assenza, o l’insufficienza, dell’impegno a ricercare e favorire larghe intese su un tema di interesse generale come l’istruzione rende ancor più arduo sottrarre una riforma tanto attesa e tanto necessaria ai pesanti condizionamenti derivanti da politiche miopi, volte esclusivamente al contenimento della spesa.
La CISL Scuola ha sempre mantenuto, sul tema delle riforme, un atteggiamento responsabile e coerente col forte impegno speso, già nella passata Legislatura, a sostegno di un qualificato progetto di innovazione dell’intero II ciclo di istruzione.
Coerenza e responsabilità che tuttavia nessuno può intendere come disponibilità ad accettare un cambiamento “ad ogni costo”: in questo senso ci siamo espressi con chiarezza, ponendo precise condizioni alle quali si lega in modo decisivo la nostra valutazione su tempi e modi di attuazione della riforma.
Abbiamo chiesto un avvio contestuale per le tre tipologie di percorso; un avvio limitato alle sole classi prime, con garanzia di reale continuità secondo gli attuali modelli per le classi successive, che non possono vedere stravolto, insieme ai quadri orari, il loro impianto curricolare.
Non può essere ragionevolmente negato il rispetto di un criterio di gradualità, che è indispensabile seguire per non stravolgere la fisionomia e per non compromettere la qualità dei percorsi formativi a suo tempo liberamente scelti dagli alunni e dalle loro famiglie: le ragioni dell’economia possono e devono comporsi con questa esigenza primaria. Su questo chiediamo al governo di assumersi fino in fondo le sue responsabilità.
Al Ministro dell’Istruzione, nel frattempo, chiediamo di essere urgentemente convocati, prima della definitiva approvazione dei Regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri, come già previsto in occasione del precedente incontro tecnico al MIUR.

Roma, 28 gennaio 2010

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola