Archivio mensile:agosto 2009

Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento

 

Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento
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Via: www.flcgil.it

È l’effetto dei pesanti tagli agli organici della scuola pubblica che da mesi denunciamo.

Sono 800 i lavoratori precari, tra docenti e personale ATA, che in provincia di Caserta stanno vivendo i drammatici effetti dei tagli agli organici alla scuola pubblica. Nicola e la moglie Amalia sono due di loro. Entrambi hanno alle spalle diversi anni di nomine e la prospettiva di rimanere senza lavoro li ha spinti ad un gesto estremo: hanno scavalcato una finestra dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta e minacciato di lanciarsi nel vuoto.

Hanno chiesto alla FLC Cgil di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Enrico Grillo, segretario generale della FLC Cgil di Caserta, ha seguito la vicenda e ci ha inviato la nota che pubblichiamo di seguito.

A Benevento, invece, prosegue l’occupazione del tetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale da parte dei precari della scuola. Sotto il sole intenso del mattino ed il freddo pungente della notte è trascorsa la prima giornata. Solidarietà da parte di tanti precari, istituzioni e sindacati che stanno sostenendo il gesto disperato delle sette precarie. Presenti un centinaio di persone che hanno partecipato all’importante occasione della Giunta del Comune di Benevento riunita, simbolicamente, sotto il luogo dell’occupazione. Significativo il contributo che tutti gli interventi hanno dato alla discussione, e la proposta di istituzione di un tavolo regionale sul problema dei precari, che veda la partecipazione dei precari stessi nel determinare un possibile cambiamento del futuro tragico che stanno vivendo. Leggi il comunicato della FLC Cgil di Benevento.

Roma, 30 agosto 2009


Nicola è uno degli 800 precari (personale ATA e docenti) che quest’anno rimane escluso dagli incarichi per i tagli imposti dalla finanziaria e dalla legge 133. I numeri fissati impietosamente dalla finanziaria hanno determinato nella nostra provincia uno stato di grande sofferenza lasciando senza lavoro e senza reddito 350 lavoratori ATA, 450 docenti, precari sì, ma con diversi anni di incarichi e addirittura idonei all’assunzione in quanto in possesso di abilitazioni e idoneità. Nicola e la moglie Amalia, pubblicato il calendario dei convocati hanno avuto la certezza che sarebbero rimasti senza incarico e senza reddito.

Nicola viene da Brescia, dove aveva maturato i 24 mesi necessari all’inclusione nella tanto agognata prima fascia. È laureato, con due figli e una madre anziana qui a Caserta che non ha voluto lasciare sola, fidando sulla possibilità, una volta in prima fascia di lavorare nella sua terra. Poi però è partita la finanziaria e la legge 133 che sottraendo finanziamenti della scuola statale ha imposto il taglio di 142000 posti di lavoro in tre anni. In Campania i tagli di quest’anno ammontano a circa 8000 posti di lavoro, qui a Caserta prevediamo un bilancio negativo di circa 800 posti.

Superata l’incredulità è facile farsi prendere dalla disperazione, dallo sconforto, dalla voglia di ribellarsi e comunque comunicare alla società silente tutta la sofferenza e l’umiliazione e la rabbia che si materializza davanti all’esiguità dei convocati, sapendo poi che il territorio casertano ha ben 225 scuole che già quest’anno, in relazione ai tagli effettuati l’anno precedente, risulta pregiudicato nell’efficienza scolastica.

Ricordiamolo, tagli su tagli significano classi affollate, diversamente abili senza sostegno specialistico, riduzione del tempo scuola e azzeramento del tempo pieno (in provincia nella primaria, cioè la scuola elementare, solo un terzo delle prime classi per le quali i genitori avevano chiesto offerta didattica pomeridiana è stata autorizzata), chiusura e depotenziamento dell’educazione per gli adulti (in provincia sono stati svuotati di organico i serali di Caserta e Maddaloni), plessi scolastici senza la vigilanza dei bidelli, laboratori senza i tecnici necessari a farli funzionare, segreterie senza amministrativi per gestire le mille attività che la soppressione dei Centri Scolastici Amministrativi provinciali ha riversato sulle singole scuole. Significa cioè meno scuola e meno saperi per tutti, meno diritti alla emancipazione sociale, alla mobilità sociale e alla cittadinanza attiva che solo la conoscenza può assicurare. Con l’aggravante qui a Caserta di un territorio difficile dove criminalità organizzata, povertà, disgregazione sociale e emigrazione delle intelligenze preconfigurano uno scenario futuro molto diverso da quello che una società civile si aspetterebbe.

Nicola e Amalia sono saliti sul cornicione del secondo piano del Provveditorato e hanno gridato la loro rabbia e la loro disperazione, hanno chiesto della CGIL, hanno chiesto alla CGIL di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Il sottoscritto segretario provinciale ha immediatamente chiesto alla Prefettura di Caserta di convocare un tavolo tecnico per verificare col Commissario provinciale la possibilità di stanziare dei finanziamenti provinciali per attivare posti di lavoro nella scuola pubblica. Il dott. Cupello, a nome del Prefetto in quel momento assente, ha assicurato che avanzerà la richiesta di un tavolo tecnico urgente per martedi p.v.. Segnalata la situazione al segretario generale della FLC Cgil Domenico Pantaleo abbiamo subito dopo avuto comunicazione di un tavolo tecnico ministeriale per il giorno 3 settembre.

Alla fine, grazie alla solidarietà e all’impegno di quanti insieme a noi hanno contribuito al dialogo con Nicola e Amalia, siamo riusciti a convincerli a desistere dai disperati propositi. Con grande umanità l’ispettore Persico, dopo aver testimoniato e garantito dell’impegno assunto dalle istituzioni nella riunione sollecitata in Prefettura dalla FLC Cgil nella mattinata, ha teso la mano ai precari e prima Amalia poi Nicola sono rientrati nell’edificio.

Nicola e Amalia sono usciti dall’Ufficio scolastico tra gli applausi di solidarietà di quanti erano in apprensione nella strada transennata e presidiata da vigili del fuoco, ambulanze e polizia.

Intanto i precari ata e docenti hanno deciso di palesare il diffuso disagio con un sit in di protesta che verrà organizzato a partire da lunedi.

Enrico Grillo
Segretario Generale della FLC Cgil Caserta
www.flcgilcaserta.it


Influenza A, Gelmini: situazione sotto controllo

 

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Comunicato del Ministero della Pubblica Istruzione

 

Influenza A, Gelmini: situazione sotto controllo,
al momento nessun rinvio apertura dell’anno scolastico

Roma, 30 agosto 2009

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, in merito alla questione del virus influenzale A/H1N1, intende precisare che al momento non è previsto nessun rinvio dell’apertura dell’anno scolastico, in quanto in Italia attualmente non ci sono le condizioni perché si renda necessario un provvedimento di questo tipo.

E’ importante, comunque, non sottovalutare la situazione e proseguire nel continuo confronto anche con gli altri Paesi Europei. In ogni caso il Governo, grazie alla stretta sinergia tra Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, ha elaborato un piano di intervento per fronteggiare possibili evoluzioni della situazione che al momento resta sotto controllo.

 

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Adozione libri di testo: il Consiglio di Stato respinge l’appello del Ministro contro la sentenza del TAR del Lazio

 

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Adozione libri di testo: il Consiglio di Stato respinge l’appello del Ministro contro la sentenza del TAR del Lazio

 

Il Consiglio di Stato ricorda anche di essersi già espresso su quella parte della circolare con una sua precedente ordinanza.

Il TAR del Lazio aveva accolto, con sentenza definitiva, immediatamente esecutiva, il ricorso di un gruppo di docenti milanesi, supportati dalla FLC Cgil territoriale, contro quella parte della circolare n. 16 del 20 febbraio 2009 secondo la quale diventava tassativa la durata – quinquennale per la scuola del primo ciclo e sessennale per la scuola secondaria superiore – dell’adozione dei libri di testo, diversamente da quanto previsto dalla stessa Legge 169 del 30 ottobre 2008 che prevede, invece, “fatta salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”.

Contro tale sentenza, agli inizi del mese di agosto, il Ministro dell’istruzione ha presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensiva di quella sentenza, per motivi di urgenza.

È di ieri la pubblicazione dell’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 4328 del 25 agosto che, nel respingere il ricorso del Ministro, pare ricordarle anche che in tal senso si era già espresso lo stesso Consiglio di Stato con l’Ordinanza n. 2540/09.

La scuola pubblica del nostro Paese ha bisogno di cura, riconoscimento del suo valore, investimenti e di serenità, per svolgere al meglio il suo rilevante ruolo istituzionale: questa dovrebbe essere la preoccupazione ed occupazione prioritaria se non esclusiva del Ministro che ne porta la responsabilità. Non così, ci pare, si stia muovendo il Ministro in carica, che pare, invece, piuttosto impegnata ad imporre le sue ragioni, al di là di ogni ragionevole determinazione.

 

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Precari scuola, aumenta la tensione per difendere il diritto al lavoro

 

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Precari scuola, aumenta la tensione per difendere il diritto al lavoro

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.

I precari della scuola, docenti ed Ata, pagano le conseguenze più pesanti dei tagli attuati dal Governo.

Le proteste di questi giorni, la disperazione, come nel caso di Caserta, di lavoratori che rimangono senza lavoro segnalano tensioni sociali sempre più ampie e che rischiano di essere ingovernabili. Fino ad ora non ci sono state risposte concrete da parte del Ministro Gelmini che invece si diletta a parlare d’altro quasi che la questione non la interessi.

Non si può continuare a discutere sui tavoli tecnici senza passi in avanti nel mettere in campo soluzioni concrete, a partire dagli ammortizzatori sociali e dalla copertura di tutti i posti vacanti, rivedendo i tagli che sono incompatibili per garantire qualita formativa ed occupazione.

L’anno scolastico è alle porte e nell’incontro del 3 settembre non si potrà continuare a prendere tempo da parte del Governo.
Servono interventi rapidi e senza il solito balletto delle responsabilità tra i diversi Ministri, altrimenti metteremo in campo ulteriori iniziative di protesta a partire dai primi giorni di settembre.

In autunno sarà inevitabile lo sciopero generale se il Ministro Gelmini continua nell’opera di distruzione della scuola pubblica.
La FLC Cgil sarà in campo con tutte le proprie strutture per sostenere il diritto al lavoro per tutti i precari.

Si preannuncia un inizio di anno scolastico pieno di tensioni a causa della irresponsabilità del Governo.

Roma, 29 agosto 2009

 

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Come si diventa insegnanti: ecco le nuove regole

 

Comunicato del Ministero della Pubblica Istruzione: www.pubblica.istruzione.it

 

Come si diventa insegnanti: ecco le nuove regole per i nuovi docenti

Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica
Assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato
Più inglese e competenze tecnologiche
Gelmini: “Si passa dal semplice sapere al sapere insegnare. Con il nuovo tirocinio ci si forma anche sul campo”

Roma, 28 agosto 2009
Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti.
Il Ministro Gelmini ha presentato oggi le novità per chi vuole accedere all’insegnamento che si sviluppano, in particolare, su quattro grandi linee:

il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica.

Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell’accesso illimitato alla professione che creava il precariato.

Con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’ inserimento immediato in ruolo.

Più inglese e nuove tecnologie.
Il regolamento è il frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica. L’obiettivo dei nuovi percorsi è di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole.
Cambiano dunque le modalità per accedere all’insegnamento.

Con il nuovo sistema
per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie. Per la prima volta si è data specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità, prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.

Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado
sarà necessaria la laurea magistrale + 1 anno di Tirocinio Formativo Attivo;

E’ prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie;

L’anno di tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di tirocinio a scuola sotto la guida di un insegnante tutor;

Rispetto al percorso SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), si prende il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi già nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi sul tirocinio, sui laboratori e le didattiche.


Con il vecchio sistema
per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria bastava la laurea quadriennale a ciclo unico con test d’accesso al primo anno e scelta, dopo un biennio comune, dell’abilitazione in primaria o in scuola dell’infanzia;

per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado era necessaria la laurea magistrale e 2 anni di SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario).
Dalle SSIS al Tirocinio Formativo: si passa dal sapere al sapere insegnare
Chiudono le Siss per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio Formativo Attivo della durata di 1 anno, terreno di incontro tra scuola e università. Durante il Tirocinio sarà dedicato ampio spazio all’approfondimento della didattica con esperienze sul campo. L’idea di fondo è passare dal sapere al sapere insegnare.

Tirocini: come e dove svolgerli. Il numero deciso in base al fabbisogno di insegnanti, fine del precariato
In questo Regolamento è stato dato pieno riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c’è la sperimentazione dell’obbligo formativo.

Inoltre gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero, evidenziandone buone prassi e specificità. Gli USR avranno anche funzione di controllo e di verifica sui Tirocini. Sino alla costituzione degli albi, le Università scelgono liberamente le scuole, di concerto con gli USR che mantengono compiti di vigilanza.

Il consiglio di corso di tirocinio, che prevede la presenza di scuola e università, ha compiti di coordinamento e di progettazione e rappresenta il terreno di incontro e di raccordo tra le due realtà.

Le commissioni di abilitazione prevedono un equilibrio tra scuola e università e un peso determinante del tirocinio e della prova didattica sul voto di abilitazione.

I dottori di ricerca e i “precari della ricerca”, se in possesso dei requisiti curriculari, entrano in soprannumero, dopo un esame orale, nell’anno di tirocinio, vedendo valorizzato il loro percorso.

L’anno di tirocinio prevede forme di interazione e coprogettazione del percorso tra istituzioni scolastiche e atenei ed è stato previsto uno specifico spazio di laboratori destinati ad approfondire quanto viene fatto in classe.

Formazione insegnanti di sostegno
E’ previsto che la formazione dei docenti per il sostegno sia posta in capo alle università, pur prevedendo la possibilità di specifici accordi con gli enti del settore.

Percorsi di specializzazione CLIL
Sono previsti percorsi di specializzazione per il CLIL (insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado di una materia non linguistica in inglese).

Rivista la classe di abilitazione strumento musicale
Il sistema Afam concorre a pieno titolo alla formazione iniziale dei docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare, è stata rivista la classe di abilitazione per lo strumento musicale.

Regime transitorio
Sino all’entrata a regime delle nuove lauree magistrali, la programmazione del numero di abilitati e il test è previsto, per la secondaria di primo e secondo grado, prima di accedere all’anno di Tirocinio formativo attivo.

Per i precari non abilitati
Per quanto riguarda i precari non abilitati e gli ex diplomati negli istituti magistrali sono stati previsti percorsi che, dietro il superamento di prove d’accesso in grado di verificare la preparazione disciplinare, consentano di conseguire l’abilitazione.

Il regolamento sulla Formazione iniziale, dunque, punta a raggiungere tre obiettivi:

1) Focalizza nella formazione iniziale non solo le materie tradizionali, ma l’acquisizione di alcune competenze trasversali: seconda lingua inglese e competenze di didattica attraverso le nuove tecnologie;

2) Sostituisce al sistema SSIS strutture più snelle, concentrate sull’incontro e sulla coprogettazione tra istituzioni scolastiche e università evitando autoreferenzialità, costi per il sistema e per gli studenti e abbreviando di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria;

3) Prevede una programmazione dei numeri in grado di evitare la proliferazione del precariato.

Con successivo decreto si stabiliranno le lauree magistrali relative al secondo ciclo dell’istruzione, per seguire il percorso di cambiamento del secondo ciclo e delle classi di abilitazione.

“Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico – ha affermato il ministro Mariastella Gelmini – un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie SSIS un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare”.

Scuola
RIEPILOGO NOVITA’ INTRODOTTE NELL’ANNO SCOLASTICO 2009/2010

Scuola Primaria

Maestro unico prevalente alle elementari
Da quest’anno nelle classi prime della scuola primaria si passerà al modello educativo del maestro unico prevalente, un’unica figura di riferimento per i bambini. Successivamente questo modello coinvolgerà le altre classi in modo graduale. Abolite, dunque, le compresenze e confermato il tempo pieno. Ogni quadro orario, da 24, 27, 30 o 40 ore, prevederà il maestro unico di riferimento.

Confermato il tempo pieno
Con l’introduzione del maestro unico, l’eliminazione delle compresenze ed alcuni risparmi dovuti alla razionalizzazione degli organici si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno.

Questo aumento sarà possibile grazie a una serie di azioni messe in atto dal Ministero:

Il dimensionamento della rete scolastica: circa 350 scuole sono state accorpate grazie anche all’impegno delle Regioni;

la soppressione delle compresenze.

Scuola secondaria di I grado

Riformulazione dell’orario delle lezioni
Più qualità e meno quantità. Da quest’anno l’orario scolastico della scuola media sarà di 30 ore settimanali, consentendo una distribuzione razionale delle lezioni, eliminando insegnamenti facoltativi e opzionali che avevano allungato l’orario senza però garantire alle famiglie il rispetto delle scelte formative presentate.

Anche il tempo prolungato sarà ricondotto ad orario normale di 30 ore, dopo anni di sprechi di risorse e in mancanza di una reale richiesta delle famiglie di questo modello orario. Sarà autorizzato solo in presenza di requisiti strutturali e di servizio che rispondano alle aspettative delle famiglie e potrà essere di 36 ore elevabili, se richiesto dalla maggioranza delle famiglie, a 40 ore.

Esami di terza media
Da questo anno scolastico il voto finale dell’esame di terza media sarà calcolato facendo una media aritmetica delle prove orali, di quelle scritte (inclusa la prova nazionale Invalsi) e del voto di ammissione.

Scuola secondaria di II grado

Ammissione alla Maturità solo con 6 in tutte le materie
A partire dall’anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all’esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Scuola digitale

Pagelle on line
Dall’anno scolastico 2009/2010 in molti casi sarà possibile consultare on line sul sito delle scuole le pagelle degli studenti.

Sms per segnalare assenze ai genitori
Dall’anno scolastico 2009/2010 tutte le scuole potranno organizzare sistemi per avvisare via sms i genitori quando i ragazzi sono assenti, come avviene già in molte scuole del Paese.

Ingresso di giovani precari nella scuola

Per l’anno scolastico 2009/10, sono stati immessi in ruolo 8.000 docenti ed assunti 8.000 unità di personale ATA e 647 dirigenti scolastici.

Materna, in classe a 2 anni e mezzo

A settembre potranno iscriversi alla scuola dell0infanzia anche i bambini di due anni e mezzo.

Contenimento spesa libri di testo
introduzione dei tetti di spesa per le scelte dei libri da parte degli insegnanti

Gli insegnanti devono scegliere libri di testo che abbiano un prezzo inferiore ai tetti di spesa fissati dal Ministero. In questo modo è possibile tenere maggiormente sotto controllo il prezzo dei testi e andare incontro alle richieste delle famiglie;

Stesso libro per 5 anni: i testi scelti non potranno essere cambiati per almeno 5 anni nella primaria e 6 nella secondaria.


Sulla formazione dei docenti niente di nuovo, urgente ora è occuparsi di chi perde il lavoro

 

Scuola Magazine si occupa quotidianamente di articoli inerenti alla scuola e in particolar modo a graduatorie scuola e graduatorie ad esaurimento

Sulla formazione dei docenti niente di nuovo, urgente ora è occuparsi di chi perde il lavoro – Dichiarazione di Francesco Scrima

Le odierne dichiarazioni del ministro dell’Istruzione sulle nuove modalità di formazione degli insegnanti non ci dicono in realtà nulla di più di quanto già si sapeva: lo schema di decreto ministeriale che istituisce i nuovi percorsi di studio universitario continua il suo iter, dopo che su di esso è stato formulato, il 22 giugno, il prescritto parere del CNPI.

Fra le osservazioni che lo stesso CNPI ha formulato, e che la CISL Scuola condivide, due ci appaiono meritevoli di particolare attenzione:

si definiscono i percorsi di studio, ma non si sa nulla delle procedure di reclutamento, diversamente da quanto era previsto nella Finanziaria 2008 che indicava la necessità di una riforma contestuale dei due aspetti;


incerta e densa di incognite si profila la gestione della fase transitoria, in attesa che i nuovi corsi di studio prendano avvio e giungano a conclusione. Un lasso di tempo non breve, nel quale andranno comunque previste opportunità per chi nei prossimi anni completerà i corsi attualmente frequentati.
Ci sembra davvero improbabile, ad oggi, che possa realizzarsi l’ambizioso proposito di far partire già dal prossimo novembre i corsi annuali di tirocinio formativo attivo, che dovrebbero sostituire le SSIS biennali.

E’ giusto mettere a punto un sistema che eviti fra l’altro, in futuro, la formazione di precariato: nel frattempo è, però, più che mai urgente condurre in porto – nel più breve tempo possibile – le annunciate misure straordinarie per i precari che perderanno il posto di lavoro. Su questo non c’è più tempo da perdere, le risposte vanno date in modo chiaro e concreto subito, poiché il nuovo anno scolastico è ormai in fase di avvio.

Le migliaia di precari senza lavoro sono il frutto di una politica di “tagli” che sta sacrificando in modo indiscriminato le ragioni della scuola a quelle dell’economia: in tale contesto, sottolineare come prioritaria la necessità di finanziamenti per le scuole private è davvero una nota stonata, se non una vera provocazione.

Roma, 28 agosto 2009

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

 

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