Archivio mensile:giugno 2009

Un articolo di Francesco Scrima sul “problema dei ragazzi bocciati”: una questione seria che ci riguarda

Via: www.cislscuola.it

Un articolo di Francesco Scrima sul “problema dei ragazzi bocciati“: una questione seria che ci riguarda

“Il forte aumento del fenomeno era prevedibile e atteso; inevitabile nel momento in cui si chiede a gran voce che la scuola sia rigorosa e seria ma non le si danno gli strumenti e le condizioni per rispondere in modo diverso alle situazioni di fragilità e di debolezza di molti allievi”, così il Segretario Generale CISL Scuola, Francesco Scrima, nell’intervento che apparirà sul numero di domani di “Conquiste del Lavoro”. L’elaborata riflessione si conclude con l’auspicio di “… un grande cambiamento culturale da parte di tutti: una grande alleanza, un patto che rimetta in gioco la responsabilità educativa di tutti i soggetti che hanno a cuore il futuro dei ragazzi e del Paese”.

L’anno scolastico finisce e nel bilancio che occorre fare, una riflessione particolare va portata sul numero assoluto e le percentuali di allievi che sono bocciati; un indicatore importante e chiaro per capire come funziona e che problemi presenta il nostro sistema di istruzione, e soprattutto che cosa bisogna fare.

La questione ha un particolare valore sociale e ci riguarda direttamente come Sindacato Confederale perché la stragrande maggioranza dei ragazzi che vengono fermati appartengono alle classi sociali più deboli e ai contesti territoriali più problematici.

Le previsioni che possiamo avanzare sulla base dei risultati che le scuole cominciano a trasmettere segnalano un forte aumento del fenomeno. Sono purtroppo dati prevedibili e attesi; inevitabili nel momento in cui si chiede a gran voce che la scuola sia rigorosa e seria ma non le si danno gli strumenti e le condizioni per rispondere in modo diverso alle situazioni di fragilità e di debolezza di molti allievi.


Allora non si tratta di leggervi la fine di una “scuola buonista” ma la difficoltà a far crescere la “buona scuola“, la scuola di tutti e di ciascuno, la scuola della nostra Costituzione.

Sono dati preoccupanti perché evidenziano un problema, non ne sono la soluzione. Lo certificano e rischiano di diventare una testimonianza di impotenza e forse di rassegnazione. Se fosse così, questa sarebbe la cosa più pericolosa.

Sono anche l’esito di una situazione di confusione, incertezza e disorientamento patita dalle scuole a causa di indicazioni e norme poco chiare e caotiche, uscite quest’anno in tempi inopportuni e fuori da un quadro di riferimento organico e di interventi di supporto adeguati.

Sono comunque dati che rappresentano solo la punta di un problema più ampio. La questione che fanno emergere è la difficoltà di molti, troppi ragazzi ad accettare l’impegno e la fatica che il percorso scolastico comunque richiede.

Qui ci troviamo di fronte ad un problema che non nasce all’interno della scuola, ma fuori, dentro una società che fa loro credere che le cose si possano avere senza sforzo, una società che offre modelli di successo facili e falsi, che spinge alla gratificazione comoda ed immediata, che non li impegna ad un progetto di futuro ma che li lusinga con l’idea del “tutto e subito”, che li vuole consumatori di beni più che ricercatori di bene, che li lascia senza il richiamo e lo stimolo ai valori e alle sfide vere.

Credo che tutti noi, in quanto adulti, non possiamo chiamarci fuori da questa responsabilità; nessuno può dirsi innocente.

La scuola, più che causa, è vittima di questa situazione. La scuola resta uno dei pochi luoghi, delle poche istituzioni o agenzie che ancora cercano di contrastare questa tendenza o almeno di resistervi.

Anche la scuola potrà fare di più e di meglio, ma attenzione: le difficoltà che registriamo, prima che in ambito di conoscenze e apprendimenti, sono di ordine educativo, e non è una scuola lasciata sola che potrà rispondervi. Dunque è tutti e tutti insieme che dobbiamo rispondere alla sfida.

La scuola potrà e dovrà migliorare la sua didattica, ma questo si fa investendo sulla scuola e puntando a ridare ruolo e autorevolezza sociale agli insegnanti.

Il richiamo alla serietà della scuola deve accompagnarsi a misure che non portino solo alla dispersione (fughe e bocciature), ma affrontino il problema alla radice.

Qualche cosa si è fatto: la fine dei debiti scolastici (che sostituivano il precedente istituto del “rimandare a settembre”), debiti dati a giugno ma poi mai saldati e trascinati di anno in anno, è stata accompagnata dall’obbligo di corsi di recupero.

Questa misura si è rivelata tuttavia insufficiente; occorre rafforzare e diversificare gli strumenti che servono a sostenere gli allievi più fragili e più in difficoltà; servono più risorse e più tempo per accompagnarli con percorsi personalizzati.

In questa direzione gli investimenti da fare non rappresentano una spesa, ma un risparmio: le bocciature sono un enorme costo, oltre che sociale, anche economico; le ripetenze di migliaia di centinaia di alunni peseranno notevolmente sulle finanze del sistema. E allora altro che politiche di risparmio.

Gli insegnanti e i sindacati sono pronti a fare la loro parte, ma è tempo di un cambio di rotta della politica scolastica: dalla politica dei “tagli” è ora di passare a una politica di investimenti. Il Paese deve volerlo; credo che il Paese lo voglia: ne va del suo futuro, del futuro di tutti.

Torno a dire, per concludere, che serve un grande cambiamento culturale da parte di tutti: serve una grande alleanza, un patto che rimetta in gioco la responsabilità educativa di tutti i soggetti che hanno a cuore il futuro dei ragazzi e del Paese.

Roma, 25 giugno 2009

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola


RIFORMA GELMINI: TEMPO SCADUTO PER I REGOLAMENTI, PROVVEDIMENTI NULLI

Via: www.gildains.it
COMUNICATO STAMPA

RIFORMA GELMINI: TEMPO SCADUTO PER I REGOLAMENTI, PROVVEDIMENTI NULLI

“Come avevamo previsto, la cosiddetta riforma Gelmini si è rivelata un gigante dai piedi d’argilla che, crollando, ha provocato un grave vuoto giuridico e rischia di gettare sempre più allo sbando la scuola italiana”: è quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, in merito alla mancata emanazione, da parte del Governo, dei regolamenti attuativi.

“Dodici mesi – dichiara Di Meglio – non sono bastati al Governo per perfezionare i regolamenti e, adesso che la delega è scaduta, chiediamo all’Esecutivo come intende comportarsi di fronte a questo vuoto legislativo. In assenza di norme indispensabili per dare efficacia giuridica alla tanto sbandierata rivoluzione del nostro sistema scolastico – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda – tutti i provvedimenti relativi alle riforme e agli organici risultano nulli e, quindi, esposti a qualsiasi forma di ricorso. Una situazione – conclude Di Meglio – che dimostra la pessima qualità, denunciata sin dall’inizio dalla Gilda, di una riforma che rischia soltanto di mettere in ginocchio la scuola pubblica statale”.

Roma, 29 giugno 2009

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI


Stop all’inglese potenziato nella scuola media: il Ministero costretto a non procedere

Via: www.flcgil.it

Stop all’inglese potenziato nella scuola media: il Ministero costretto a non procedere

La FLC Cgil ha più volte denunciato, nel corso di questo anno scolastico, la scelta sbagliata, culturalmente subalterna e provinciale, dell’introduzione dell’inglese potenziato previsto dalle bozze di regolamento e poi dalla CM sulle iscrizioni, impugnando totalmente la stessa CM n. 4 del 15 gennaio 2009.
Ora il Tar del Lazio ha ordinato la sospensione cautelare della CM proprio laddove si introduce l’ inglese potenziato.

Lo annuncia lo stesso Ministero, con un’apposita CM , la , da parte della Direzione generale per gli ordinamenti, prendendo atto che il TAR con tre diverse pronunce ha sospeso cautelarmene la CM specificamente nella parte in cui si dà facoltà alle famiglie di scegliere l’inglese potenziato di cinque ore settimanali a scapito della seconda lingua comunitaria.n. 60 del 25 giugno 2009

Il Ministero ha interposto appello al Consiglio di Stato ma nel frattempo i provvedimenti sull’inglese potenziato sono sospesi in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato.

E’ un fatto importante che va nella giusta direzione, raccogliendo la protesta dei docenti, delle associazioni professionali, della FLC Cgil che in molte occasioni si è fatta promotrice di denunce e proteste.

Roma, 30 giugno 2009


Dal Governo nessuna risposta per i precari della scuola.

 

Dal Governo nessuna risposta per i precari della scuola
Dichiarazione di Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Fra le misure varate ieri dal Consiglio dei Ministri ci attendevamo di trovare anche un intervento straordinario per i precari della scuola, che il Ministro dell’Istruzione, riprendendo una proposta emersa al tavolo di confronto sul precariato, aveva illustrato nei giorni scorsi ai sindacati; un provvedimento su cui, pur con alcune perplessità e riserve, avevamo manifestato attenzione e sostanziale condivisione, ritenendolo una prima concreta risposta all’esigenza di tutelare, dal punto di vista giuridico ed economico, le migliaia di persone che rischiano di non ritrovare, a settembre, il loro posto di lavoro.

Quel provvedimento avrebbe dovuto ricevere il via libera dal Consiglio dei Ministri di ieri, cosa che invece non è avvenuta.

Non riusciamo a comprendere quali ragioni possano averlo ostacolato, dato che sul piano economico impegna risorse che andrebbero comunque spese (indennità di disoccupazione, copertura di supplenze brevi): nel momento in cui chiediamo al Governo un forte impegno e adeguati investimenti a sostegno dei redditi e dell’occupazione, non possiamo accettare che si blocchino provvedimenti che addirittura potrebbero essere definiti “a costo zero”!

Soprattutto non possiamo accettare che i precari della scuola siano considerati, ancora una volta, precari “di serie B”, o “figli di un Dio minore”.

Continua oltretutto il silenzio sulle 20.000 assunzioni in ruolo, per le quali il MIUR attende l’autorizzazione del Ministro dell’Economia.

Anche in questo caso, incomprensibile e inaccettabile il ritardo per un provvedimento che può assicurare stabilità al lavoro e al tempo stesso sostenere la qualità del servizio, senza peraltro alcun aggravio reale di spesa. Poiché si tratterebbe di una risposta importante anche rispetto alle tensioni che sul fronte dell’occupazione il Paese e la scuola stanno vivendo, ulteriori ritardi o inadempienze configurerebbero una responsabilità davvero grave.

Roma, 27 giugno 2009


Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2009-2010. Sottoscritto il nuovo contratto integrativo

 

Via: www.flcgil.it

Dopo circa due mesi di trattativa, nella giornata di oggi è stato sottoscritto al Miur il nuovo Contratto Collettivo Integrativo Nazionale per le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed Ata per l’anno scolastico 2009-2010.

Queste le scadenze per la presentazione delle domande:
10 luglio per il personale docente della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di secondo grado.
24 luglio per il personale docente della scuola secondaria di primo grado e per gli insegnanti di religione cattolica.
4 agosto per il personale Ata.
Le nostre valutazioni
La FLC Cgil esprime soddisfazione per l’esito della faticosa e lunga trattativa svolta e per le diverse novità positive previste nel nuovo contratto. In particolare per il diritto riconosciuto a tutti i perdenti posto appartenenti a ruolo in esubero, trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata in altra scuola, a poter rientrare anche disposizione nella scuola precedente, in assenza di posti nelle preferenze espresse nella domanda di utilizzazione. Esprime, altresì, anche il rammarico (vedi dichiarazione a verbale) per il fatto che al tavolo non sia stato possibile trovare la convergenza di tutte le parti rispetto all’esigenza posta dalla FLC Cgil sin dal primo incontro di definire delle aliquote nei posti da destinare alla mobilità annuale da fuori provincia, al fine di assicurare comunque una quota di posti per il personale precario in tutte le province.

Le parti nuove nel testo del contratto sono riportate in grassetto.

Documentazione, modelli di domanda e materiali utili:
Contratto Collettivo Integrativo Nazionale
Scheda riassuntiva delle novità
Nota 9616 del 26 giugno 2009
Modelli di domanda

Roma, 26 giugno 2009


Quesito di un docente, chi sa dare indicazioni?

Un docente scrive alla nostra redazione per chiedere chiarimenti

OGGETTO: informazioni sul regolamento relativo al COMPLETAMENTO DI
ORARIO E CUMULABILITA’ DI DIVERSI RAPPORTI DI LAVORO.

Il Salve, sono un docente, chiedo un chiarimento in merito al seguente argomento:
“COMPLETAMENTO DI ORARIO E CUMULABILITA’ DI DIVERSI RAPPORTI DI
LAVORO”.
Considerato che gli art. 3, 4, e 5 del Decreto ministeriale 13 giugno
2007 – regolamento per il conferimento delle supplenze al personale
docente ed educativo ai sensi dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999
n. 124, prevedono che a livello provinciale sia gli U.S.P. con le
graduatorie ad esaurimento, che i Dirigenti Scolastici con le
graduatorie di circolo e di istituto, POSSONO conferire incarichi con
il limite rispettivo di tre sedi scolastiche e massimo due comuni;
questo concetto del limite da rispettare vale anche per i docenti di
ruolo delle dotazioni organiche provinciali e il personale
soprannumerario?
Se questo limite non vale per il personale docente e/o
soprannumerario, qual’è l’articolo e il decreto di riferimento?
Inoltre, cosa comporta il non rispetto del predetto limite da parte
degli U.S.P., dei Dirigenti Scolastici e anche degli U.S.P. / U.S.R.
per l’ipotesi di mancato rispetto del limite per chi è di ruolo e/o
soprannumerario?
Come tutelarsi e come ricorrere in caso di mancato rispetto del
limite?

Attendo fiducioso informazioni utili e ringrazio anticipatamente.
cordiali saluti