Scuola: sciopero in tutta Italia!

I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell’università e delle accademie scioperano oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell’istruzione in una manifestazione organizzata dalla Cgil, con momenti di tensione all’università di Roma “La Sapienza” dove si sono verificati scontri tra studenti e polizia.

“Le forze dell’ordine hanno impedito agli studenti universitari di raggiungere il presidio organizzato dalla Flc-Cgil a piazza Santi Apostoli questa mattina, caricando i manifestanti che ora sono chiusi all’interno dell’edificio senza possibilità di uscire”, si legge in una nota di Rete degli studenti medi che definisce “inaccattabile la violenza delle forze dell’ordine”.

 Stamani a Palermo, diverse centinaia di persone si sono radunate al teatro Politeama in centro città, dove il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei giovani al Sud.

 “Troppe le cose che non vanno nella scuola: dalla riduzione degli spazi formativi, quindi meno tempo per stare in aula, alla riduzione delle risorse, al problema dei precari. Il problema della scuola è molto importante e con la crisi andrebbe affrontato diversamente”, ha detto Epifani a margine del convegno.

 Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e ricerca e contro la contestata riforma del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università.

 

CORTEI IN TUTTA ITALIA

 Alle manifestazioni e ai cortei di oggi — organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d’Italia — hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza.

 “Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e provvedimenti seri per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella scuola vive e lavora”, si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti medi.

 Le manifestazioni di oggi sono state indette per “riavere le risorse tagliate dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro, il ritiro del disegno di legge (del ministro del Welfare Maurizio) Sacconi che cancella il diritto di sciopero”, si legge sul sito di Flc-Cgil.

 Secondo Cgil serve “riaffermare l’urgenza di un vero progetto riformatore in tutti i settori della conoscenza, (…) un progetto ambizioso per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla scuola dell’infanzia per tutto l’arco della vita, passando per l’università, la formazione e l’aggiornamento professionale. (…) Un progetto che rilanci la ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze italiane di produrre qui e non altrove”.

 I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell’università e dell’alta formazione artistica e musicale sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro. Mentre negli enti di ricerca, pubblici e privati, e nella formazione professionale l’astensione dal lavoro sarà di quattro ore.

 Allo sciopero hanno aderito, tra gli altri, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Movimento cooperazione educativa, Unione degli studenti universitari e la scienziata Margherita Hack.


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