Archivio mensile:febbraio 2009

Ricerca: centro commerciale batte biblioteca e museo

Shopping center primo nei desideri dei ragazzi come luogo dove trascorrere il tempo libero, seguito da discoteca, pub, multisala e sala con video giochi. La Sagrada Famiglia di Gaudì è tra le opere più conosciute dagli studenti, tra i quali solo il 2,3% ha una elevata conoscenza delle opere d’arte. Sono alcuni dati di Sociologia del Beni Culturali presentati oggi presso il Consiglio nazionale delle ricerche

Musei e biblioteche? Meglio il centro commerciale. Nella ‘pole position’ dei luoghi dove trascorrere il tempo libero il 21,4% dei ragazzi colloca lo shopping center, seguito da discoteca (16,1%), pub (14%), multisala (7,4%) e sala con video giochi ( 4,3%). A dirlo un campione di 483 studenti dei Licei classici e scientifici e di Istituti tecnici, professionali e d’arte scelti in due aree della Toscana con caratteristiche diverse: Cecina, a limitata presenza di patrimonio culturale, e Pisa, città universitaria ricca di monumenti.

L’indagine – effettuata dal gruppo di lavoro sui beni culturali dell’Università di Pisa, coordinato dal prof. Mario Aldo Toscano, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali – è stata illustrata oggi presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, nel quadro di un incontro promosso dal Dipartimento patrimonio culturale del Cnr e dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc- Cnr) sul tema: “Il contesto storico-sociale dei beni culturali e le forme della coscienza. Verso una sociologia dei Beni Culturali”. Durante l’incontro è stato presentato il volume, “Introduzione alla sociologia dei Beni Culturali”, edito da Le Lettere di Firenze e curato appunto da M.A. Toscano e da Elena Gremigni.

Dai dati emerge come per i giovani la cultura resti una scelta di nicchia. Più della metà degli intervistati trascorre il tempo libero in piazza, in palestra, in discoteca o al pub (59,3%). Solo il 20,7% visita una biblioteca più volte al mese, il 30% lo ha fatto solo una volta negli ultimi tre mesi, il 13,8% una negli ultimi sei mesi, il 29%, appena una nell’ultimo anno; una sparuta élite, il 5,9%, la frequenta più volte ogni settimana.

La situazione migliora se si passa ai musei. Il 40% ha visitato quelli locali almeno una volta e il 48,4% da due a cinque volte. I musei nazionali e internazionali sono stati invece più volte meta di viaggi da parte del 74% dei ragazzi. Scuola e studio rimangono i principali stimoli a recarsi nei musei, ma per la visita di quelli fuori regione o internazionali intervengono in maniera significativa l’iniziativa delle famiglie (18,7%) e l’interesse personale (17,7%).

Cosa rimane agli studenti dello studio dell’arte e di queste visite? Ben poco. Agli intervistati sono state mostrate alcune immagini di opere e monumenti noti, pubblicati nei manuali scolastici. “Dall’esame dei dati”, spiega il Rapporto, “emerge che l’80,1% possiede una scarsa o nulla conoscenza delle opere d’arte mostrate, il 17,6% ha risposto in modo corretto, ma soltanto il 2,3% degli studenti rivela un’elevata conoscenza, cioè è in grado di identificare almeno metà delle 15 opere proposte scegliendo tra cinque opzioni”.

La Sagrada Famiglia di Antoni Gaudì è tra le opere più riconosciute (66,1%), mentre solo il 39,9% individua la Nike di Samotracia, scambiata da un altro 39,9% per un angelo. Antonio Canova è l’autore di Amore e Psiche solo per 41,6% degli studenti, mentre il 34,2% attribuisce il gruppo marmoreo a Michelangelo. Sorprende che il 30,6% abbia correttamente attribuito una Sfera ad Arnaldo Pomodoro, nonostante l’arte contemporanea sia negletta nei curricula scolastici, mentre solo 29,0% degli studenti ha riconosciuto un dipinto del conterraneo Giovanni Fattori. Passando all’iconografia, i risultati non cambiano molto. La conversione di San Paolo di Caravaggio è stata individuata da poco più di un terzo (35,9%) degli intervistati.

“In presenza di un quadro complessivamente negativo”, sono le conclusioni di questa ricerca, “trova conferma ancora una volta l’importanza dello studio scolastico della storia dell’arte, individuando però metodologie didattiche più efficaci”.

Da notare al riguardo che non sono gli studenti dell’Istituto d’arte e dei licei classici a ottenere i risultati migliori, ma quelli dei licei scientifici, perché l’abbinamento dello studio della storia dell’arte con il disegno tecnico per la durata di tutti e cinque gli anni si rivela più incisivo nell’apprendimento.


Roma, genitori difendono esperienza scuola multietnica Pisacane

Alcuni genitori della Scuola elementare Carlo Pisacane di Roma al centro di dure polemiche per una presunta eccessiva presenza di studenti immigrati hanno scritto una lettera-documento in cui difendono la validità dell’esperienza pedagogica e di integrazione multiculturale della struttura scolastica. I “bambini – dice la lettera del gruppo di genitori che sta per costituirsi in associazione – non devono pagare i conflitti dei grandi”.

” A seguito delle polemiche sollevate sulla nostra scuola nei giorni scorsi ed esasperati dai toni minacciosi di alcuni genitori (il riferimento è anche al “Comitato Mamme per l’integrazione”) e dalle dichiarazioni di discredito apparse sui mediascriviamo per far conoscere anche un altro punto di vista. Il VI municipio di Roma, e Torpignattara in particolare, non sono un ghetto ma una realtà multiculturale dove la progressiva penetrazione dei migranti ha reso evidente l’esigenza di confrontarsi con il problema dell’integrazione dei nuovi arrivati nella società”.

“Quanto sta accadendo intorno alla nostra scuola – dice il documento – è mortificante e ignobile: mortificante perché non viene riconosciuto quanto da anni la scuola sta facendo per la socializzazione e l’integrazione tra i bambini; ignobile perché si sta volontariamente squalificando la competenza del corpo docente, che ha dimostrato di saper offrire ai bambini, con una didattica di qualità, la possibilità di un apprendimento scolastico senza lacune o ritardi”.

La lettera rivendica entrando nei dettagli l’importanza dell’esperienza educativa della Pisacane e i suoi risultati: “In prima elementare i nostri figli, italiani, bangladesi, romeni, polacchi, colombiani, filippini, algerini o egiziani, stanno imparando a leggere e scrivere in stampatello e corsivo. Riconoscono i numeri pari e dispari, ordinali e cardinali, eseguono le addizioni con “3 numeri” e qualcuno, avendo capito “la magia” delle operazioni, sa già eseguire le sottrazioni prima che la maestra le abbia spiegate … soprattutto vanno a scuola sereni”. “La Pisacane – continua la lettera – non è un Eden. I problemi tra chi non parla la stessa lingua ci sono e non si possono negare, ma non si deve trasferire nella scuola il conflitto tra adulti che ha origine nelle difficoltà del quartiere”.

“Screditare la Pisacane – conclude il documento – è un atto vigliacco operato da chi vuole usare i bambini per fini diversi da quelli dell’integrazione e della cultura… o peggio ancora di chi mascherandosi dietro l’intenzione di riqualificare la scuola, l’aggredisce con l’intento di allontanarvi le persone, sia italiane che straniere, magari di chiuderla e realizzare provvedimenti cittadini, spinosi da far passare, come il tetto percentuale di alunni stranieri in tutte le classi. La campagna denigratoria offerta a televisioni e giornali ha portato immeritati pessimi frutti, dunque vogliamo rivolgere in generale un invito: venite a vedere, entrate nelle classi, guardate i bambini che giocano insieme in cortile, venite a conoscere le maestre, la Pisacane è aperta a tutti!”.


Concorso per le scuole primarie e secondarie “Io la scienza la vedo così”


L’importanza della scienza, il mestiere del ricercatore, la diffusione della cultura scientifica, il Parco tecnologico regionale: sono questi i temi del concorso che potranno essere elaborati mediante produzioni grafico-pittoriche o scultoree, produzioni video o cortometraggi della durata massima di 5 minuti, filmati di esperimenti scientifici fatti con strumenti artigianali e facilmente riproponibili, temi poesie, racconti o pezzi giornalistici e altre forme espressive suggerite dalla fantasia del singolo o della classe. Ai primi classificati (classi o singoli) delle 3 sezioni (elementari, medie e superiori) sarà assegnato un premio che consiste in dotazioni tecnologiche come: notebook, multimedia player, macchine fotografiche compatte digitali, pen drive e gadget tecnologici vari. Inoltre, ai primi 3 classificati del triennio degli istituti superiori che presenteranno SINGOLARMENTE un progetto, verrà offerta una settimana di stage in un laboratorio di ricerca del Parco tecnologico della Sardegna. Per partecipare al concorso è necessario iscriversi all’iniziativa, compilando il modulo di adesione scaricabile dal sito di Sardegna Ricerche, e inviare gli elaborati entro il 30 aprile 2009.

 Il regolamento e la modulistica relativa al concorso sono scaricabili dal sito www.sardegnaricerche.it nella sezione divulgazione scientifica.


“Tuttinrete” per un’informazione responsabile sui minori

Tutela con i media e protezione nelle fasi della crescita

Promuovere una cultura della tutela dei minori nel rapporto con i mezzi di informazione e salvaguardarne il diritto ad essere protetti nella varie fasi di crescita, per un armonico sviluppo psico-fisico e morale, è l’obiettivo che si propone “Tuttinrete”, tavolo di dialogo permanente costituito il 13 febbraio a Torino presso il Centro Incontri della Regione.

Firmatari del protocollo d’intesa che lancia l’iniziativa e della carta dei valori che ne è parte integrante sono stati la Regione, il Comando regionale della Guardia di Finanza, la Questura e il Comando provinciale di Torino dei Carabinieri, l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, il Comitato regionale per le Comunicazioni, l’Ordine degli assistenti sociali del Piemonte, l’Ordine degli avvocati di Torino, l’Ordine dei giornalisti, l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Torino, l’Ordine degli psicologi del Piemonte, l’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori, l’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia.

Le linee guida della carta dei valori raccomandano, in particolare, alcune indicazioni fondamentali da tenere in considerazione quando si vuole parlare e scrivere sui e con i minori: trattarne con responsabilità, rispettarne davvero l’anonimato, non considerarli come adulti, non pretendere di essere la loro voce, non fare del sensazionalismo sulla loro pelle, riferirne anche in positivo ed anche al plurale. “Tuttinrete” non si propone tuttavia intenti censori, che sono già compito di organi istituzionalmente preposti alla verifica di eventuali comportamenti illeciti, ma vuole contribuire alla formazione di una cultura condivisa, fatta di principi e di buone pratiche. Un tavolo di sintesi che intende da un lato programmare momenti di approfondimento e dibattito sul come fare ‘formazione comune’, dall’altro promuovere una cultura della tutela dei diritti dei minori nel delicato rapporto con i mezzi di informazione.

Tutelare i diritti dei minori – osserva l’assessore al Welfare, Teresa Angela Migliasso, che ha firmato per la Regione – è un dovere delle istituzioni ma anche una preoccupazione ed una tensione verso un impegno costante di politici, operatori e società civile. La Regione ha con grande entusiasmo al tavolo, sicura che un lavoro sinergico e di costante confronto possa contribuire a trovare il giusto equilibrio tra diritto di informazione e protezione dei minori. Questo tavolo offre anche una grande ed ulteriore opportunità: i soggetti partecipanti imparano a conoscersi meglio, a capire le ragioni dell’altro, a rispettare tempi e regole di ciascuno e quindi ad abbandonare stereotipi e pregiudizi che storicamente hanno contrapposto servizi, mezzi di informazione, magistratura”.

“Individuare linee di indirizzo volte a sviluppare un rapporto sempre più costruttivo tra i mezzi di comunicazione ed i minori – commenta l’assessore all’Istrizione, Gianna Pentenero – è un compito così impegnativo che potrà realizzarsi solo incentivando iniziative idonee a prevenire situazioni rischiose per la crescita dei ragazzi e, soprattutto, contribuendo ad armonizzare i contenuti e le modalità di utilizzo dei media con i processi educativi. E’ di fondamentale importanza che anche il mondo della scuola si apra sempre più all’universo dell’informazione, non solo per conoscere e sfruttare al meglio il potenziale tecnologico ed informativo dei nuovi media, ma soprattutto per trasmettere agli studenti le competenze necessarie per un utilizzo individuale quanto più possibile critico, efficace e consapevole”.

Al dibattito che ha preceduto la firma del protocollo d’intesa hanno partecipato anche gli studenti del liceo Copernico di Torino che, riferendosi a due recenti casi di ragazze suicide, hanno denunciato l’invadenza, la mancanza di sensibilità dei media. Tra i relatori anche i ragazzi di Zai.Net che hanno portato la loro esperienza di giovani giornalisti. L’assessore Pentenero ha esortato i cronisti a non dare un’immagine sempre negativa dei giovani e della scuola, ma di aiutare a trasmettere messaggi positivi. Dello stesso parere l’assessore Migliasso.


18 Marzo 2009: Sciopero della Scuola, Università e Ricerca

Sciopero del Sindacato della CGIL

18 MARZO : SCIOPERO NAZIONALE DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’

a cura della redazione di www.notiziesindacali.com

È confermato lo sciopero nazionale indetto dalla FLC CGIL per il 18 Marzo, quando a scendere in piazza saranno Scuola, Università, Ricerca e Afam -Alta formazione artistica e musicale-. La decisione è stata ufficializzata dalla categoria alla luce dei risultati del referendum condotto tra i lavoratori sul contratto della Scuola, al quale il Sindacato della Scuola della CGIL non ha apposto la sua firma. Nel giorno della mobilitazione si terranno anche 18 manifestazioni territoriali in tutta Italia.

Nel referendum sono stati coinvolti quasi 400 mila lavoratori, 250 mila in più rispetto agli iscritti FLC, e il 95% dei votanti ha respinto il contratto 84 % si è espresso per il no attraverso un parallelo sondaggio condotto on line. Non abbiamo sottoscritto l’intesa perché insufficiente a recuperare il potere d’acquisto dei salari, perché non propone nessuna soluzione al problema del precariato e non risponde alle attese del mondo della scuola sul versante professionale.

Guglielmo Epifani- Segretario Nazionale della CGIL – ha detto che il risultato del referendum è di grandissimo significato: è evidente che i lavoratori della Scuola vogliono poter decidere su ciò che li riguarda. E quella dello Sciopero è una scelta importante e per noi un segnale di grande coerenza.


Chiampo e i bulli nella scuola

Chiampo. Amarezza, preoccupazione ma anche certezza che si tratti di un episodio isolato. Sono queste le sensazioni di amministratori ed educatori di Chiampo dopo l’episodio di bullismo che ha visto il paese catapultato alla ribalta della cronaca nazionale, con i cinque adolescenti tra i 12 e i 14 anni, tre italiani e due stranieri, che se la sono presa con un loro compagno indiano poco più piccolo, legandolo con il nastro isolante a un segnale stradale, filmandolo con un telefonino e poi andando a scuola come se nulla fosse. I cinque sono stati segnalati alla procura della Repubblica del tribunale dei minori di Venezia, con l’ipotesi di sequestro di persona aggravato in concorso. «Si è trattato di un singolo episodio, per quanto esecrabile. Non abbiamo segnali che si tratti di un comportamento diffuso e non ha connotazioni di tipo razzista – afferma il sindaco Antonio Boschetto – è stato un comportamento da condannare, avvenuto forse perchè un leader ha trascinato gli altri che si son resi conto fino a un certo punto di quel che stavano facendo: lo pensavano un gioco, mentre si tratta di cose da non sottovalutare. Servirà affrontare la questione con la scuola e le famiglie, senza emotività, in maniera equilibrata. Il messaggio da trasmettere è che le regole devono essere rispettate e serve attenzione alla persona e alla sua dignità».
Amareggiata il consigliere regionale Giuliana Fontanella, che oltre a essere stata sindaco di Chiampo, alla scuola media “Negro” è stata per molti anni insegnante. «Sono dispiaciuta per l’immagine del mio comune e della mia scuola – commenta – ma sono convinta chescuola e paese siano comunità vivibili, che hanno sempre espresso grande solidarietà. Soprattutto noi adulti dovremmo fare un esame di coscienza, perchè l’enfatizzazione di certi atteggiamenti fa scattare nei ragazzi fenomeni che non trovano giustificazione: serve vedere dove questi fenomeni nascono, cosa li abbia scatenati e che messaggi noi adulti abbiamo trasmesso. Come insegnante sono sempre stata abituata a parlare moltissimo con i ragazzi, e mi piacerebbe sapere perchè l’hanno fatto e se hanno capito la gravità del gesto. Si è trattato, ad ogni modo, di un gesto ignobile che va punito, ancor più perchè è stata lesa la dignità di una persona: la società ha regole che vanno rispettate, e oltre a spiegare ai ragazzi che hanno sbagliato serve rappresentarglielo».